Meno rifiuti, ma è colpa della crisi

Meno rifiuti, ma è colpa della crisi

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TORINO 16.02.15 Il Piemonte produce meno rifiuti: nel 2013 sono scesi sotto i due milioni di tonnellate, con un -2% rispetto al 2012. La quota pro capite per ciascun abitante si è attestata di poco sotto i 500 kg a persona, un andamento che non solo è in linea con la media nazionale ma è anche più basso della media europea. I numeri sono quelli presentati in Commissione ambiente dall’assessore regionale Alberto Valmaggia e fotografano una situazione che è in atto ormai da qualche tempo e che riguarda in particolare le utenze non domestiche. Ciò significa che famiglia per famiglia la quota di rifiuti prodotta è pressoché costante da un anno all’altro, e la variazione fatta registrare nel 2013 è dovuta soprattutto alla crisi del comparto produttivo. Cassa integrazione, chiusure, riconversioni di fabbriche e industrie hanno portato anche alla diminuzione dei rifiuti e degli scarti della produzione. La raccolta differenziata ha raggiunto il 52,5% del totale ma ancora con sensibili disomogeneità da provincia a provincia: meglio di tutte il Verbano e il Novarese. La quota del 50% è quanto richiesto dalla Unione europea, ma il risultato del Piemonte non mette al riparo da eventuali rischi di infrazione: in passato il governo ha stabilito come obiettivo un ambizioso 65%, percentuale adottata proprio dall’Unione europea nei confronti delle regioni italiane. Il Piemonte è comunque tra le quattro region italiane più virtuose in materia di raccolta differenziata. Ancora alta però, la quota di rifiuti destinata alle discariche. Un dato da non sottovalutare, vista l’ormai prossima chiusura di alcune discariche, avviate a saturazione. Anche per questo il Piemonte ha necessità di un nuovo piano regionale per la gestione dei rifiuti. Occorre -ha detto l’assessore Valnaggia a margine della presentazione dei dati- mettersi in regola con i vincoli nazionali e europei.L’obiettivo non è avere solo qualche realtà virtuosa con percentuali altissime di differenziata, ma far crescere il sistema nel complesso, lavorando al riassetto delle competenze. La legge 7/2012 pare ormai superata e necessita di emendamenti. Il 2015 dovrà essere l’anno di un nuovo piamo quinquennale per la gestione dei rifiuti

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