Mirafiori Week

Mirafiori Week

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Federico Cuomo | Quando si entra in una fabbrica dismessa di Torino le pareti sembrano impregnate di una contagiosa malinconia per un passato fordista, ancora troppo vicino per essere dimenticato. Se la fabbrica apparteneva alla FIAT e le pareti sono quelle dell’Ex Dai di Mirafiori la malinconia si mischia ad un’inevitabile aura di sacralità.

L’enorme capannone  di corso Settembrini si è improvvisamente rianimato grazie a Mirafiori Week, la settimana di eventi organizzata da TNE con la collaborazione di Avventura Urbana, ha portato architetti, economisti e abitanti del quartiere a confrontarsi con un obiettivo ben preciso: pensare a un futuro per l’ex Dai.

 

L’ex fabbrica ha fatto da scenario alla premiazione dei vincitori del Concorso d’idee, un bando indetto da TNE, a cui hanno partecipato architetti provenienti da tutto il mondo per proporre i loro progetti  riguardanti la reinvenzione e la ricostruzione dell’area.

Dopo la premiazione è iniziato il World Cafè, organizzato da Avventura Urbana con l’aiuto di studenti universitari: un processo partecipativo grazie al quale i cittadini di Mirafiori hanno potuto proporre le loro idee e le loro aspettative per il futuro della zona, dibattendo faccia a faccia con progettisti attorno a venti tavoli di discussione. Tra le proposte più frequenti nuovi orti urbani, impianti sportivi pubblici, esercizi commerciali gestiti da disabili e spazi dedicati agli studenti universitari. Spunti interessanti, che verranno presi necessariamente in considerazione quando si passerà all’effettivo piano di implementazione del progetto. Grande soddisfazione per l’Amministratore delegato di TNE Davide Canavesio e per l’organizzatrice del World Cafè Iolanda Romano che ha sottolineato come la grande partecipazione all’evento sia la chiara dimostrazione di quanto agli abitanti del quartiere stia a cuore questo luogo.  Emozionato il presidente dei Giovani italiani di Confindustria Marco Gay: . Mirafiori riparte, con gli occhi commossi degli ex operai che ieri hanno partecipato ai tavoli di discussione, ma anche con la voglia dei tanti giovani del quartiere, per dare vita a un nuovo spazio che possa far ripartire l’economia della zona e rappresentare un centro di aggregazione per diverse generazioni. Sarà per il gran vociare, o per le allegre trombe della banda di Mirafiori, ma da oggi le pareti del capannone sembrano meno grigie e tristi.

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