Lezione di Salute

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JB | A volte bastano pochi consigli per vivere una vita sana e per evitare di assumere troppi farmaci, specialmente quando l’età avanza e il rischio di ammalarsi aumenta. Per questo l’Atc Torino, in collaborazione con l’Asl To01 e il Cipes Piemonte, ha organizzato una Scuola di Salute, un ciclo di incontri rivolti principalmente alla terza età per parlare di prevenzione e di corretti stili di vita.

Nei 18.000 alloggi di edilizia pubblica di Torino vivono 11.000 inquilini con più di 65 anni: una fascia di popolazione per la quale l’attività fisica e semplici regole di comportamento quotidiano diventano fondamentale per mantenere in forma il fisico e attiva la mente.

dambrosioL’ultimo incontro si è tenuto lo scorso 14 dicembre. A Marco Polo ne abbiamo parlato con la dottoressa Rosa D’Ambrosio, medico dell’Asl che ha coordinato il primo ciclo di appuntamenti.

Dottoressa D’Ambrosio, come sono stati strutturati gli incontri? “Non sono state vere lezioni, piuttosto delle chiacchierate tra amici. Durante gli incontri abbiamo messo a confronto le esperienze, per dare consigli e suggerimenti che tutti possano seguire facilmente. L’età media della popolazione si è allungata e questo è un bene, ma conta molto la qualità della vita durante gli anni della vecchiaia”.

Che cosa influenza la qualità della vita nella terza età? “Sono principalmente quattro gli elementi che la influenzano: alimentazione, attività fisica, fumo e alcol, incidentalità. Ovviamente non quella stradale e neppure quella lavorativa. Ma gli incidenti che avvengono in casa sono un vero pericolo. Su questi temi abbiamo impostato gli incontri. Argomenti semplici, ma per i quali ci sono stati cambiamenti notevoli. Un paio di esempi per tutti, oggi si mangia in maniera diversa e siamo più sedentari”.

Come si può vincere la pigrizia e fare più movimento? “Basta mezz’ora di camminata veloce al giorno, anche se non abbiamo tempo. È sufficiente scendere dall’autobus due fermate prima di casa, andare al supermercato a piedi, incontrare un amico al parco, uscire per visitare una mostra. E sforzarsi di fare le scale a piedi”.

Ci sono anche i gruppi di cammino promossi dall’Asl… “Sì, sono gruppi di persone che si ritrovano per camminare insieme sotto la guida di un esperto, generalmente un laureato in scienze motorie. Perché non conta solo quanto si cammina, è importante anche come si cammina. Camminare mantiene la muscolatura efficiente, aiuta a conservare l’equilibrio: bisogna alzare i piedi quando si cammina e spesso con la vecchiaia occorre imparare a farlo in maniera corretta. Appoggiare i piedi favorisce la circolazione, facilita la respirazione e ossigena tutto il corpo. E non bisogna dimenticare che l’attività fisica aiuta la formazione di endorfine, sostanze che migliorano l’umore e combattono al depressione”.

Come si può mangiare meglio, con un occhio alla salute e un altro al portafoglio? “Non è necessario seguire una vera e propria dieta, se non espressamente richiesto dal medico o per una particolare cura. Oggi mangiamo troppi cibi preparati, precotti e in scatola. Non controlliamo più veramente quello che mettiamo in tavola. Dovremmo tutti cucinare alimenti freschi: avremmo così sotto controllo la quantità del cibo e la qualità. Tornare a mangiare così significa anche spendere di meno”.

Lei ha accennato anche agli incidenti domestici. A che cosa bisogna fare attenzione? “Alla disposizione dei mobili, a non inciampare nei tappeti. Mai salire su una scala o su una sedia, mai fare lavori pesanti specie se si è da soli in casa. È un po’ come per i bambini. Loro non vedono i pericoli perché non ne hanno esperienze. Gli anziani perché tendono inconsciamente a dimenticare le competenze. Anche alzarsi di notte diventa un rischio se non si accende una luce o se si ha uno scendiletto sul quale si può scivolare. Sarebbe meglio togliere i tappeti, indossare scarpe chiuse con la suola in gomma ed evitare i comportamenti a rischio. Prevenire significa prendersi cura di sé”.

Alcuni anziani sono ancora attivi, con una loro vita sociale. Altri, alle prese con patologie e magari malattie croniche, sono meno vivaci e poco interessati alle cose nuove. Spesso sono anziani che vivono da soli, che hanno bisogno di parlare con qualcuno. Per questo il progetto A Scuola di Salute dell’Atc punta a far sì che siano gli anziani stessi i promotori del loro benessere con amici e vicini di casa. Un’educazione alla pari, suggerita con il linguaggio giusto, da persone che hanno uguali problemi e necessità, riesce a dare ottimi risultati.

Inserito da:

JB

Journalist and videoreporter | https://about.me/jacopobianchi

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