Inquinamento da produzione alimentare e spreco di cibo

Inquinamento da produzione alimentare e spreco di cibo

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di Giorgio Diaferia – Forse non tutti sanno che la produzione alimentare produce un incremento di CO2 nettamente superiore a quanto invece emesso da traffico veicolare o emissioni di caldaie a carbone.

Ricordando che queste due forme di inquinamento legate agli idrocarburi liberano molte altre sostanze tossiche come ad esempio, benzene, black carbon ecc, tuttavia ragionando solo in termini di produzione di CO2 il cibo inquina di più. Dal trasporto delle derrate, al riscaldamento delle serre sino all’allevamento di bestiame.

Vi sono a lato di questa affermazione ragionamnenti che devono tenere conto ad esempio che nel Mondo vi sono circa 1 miliardo e 800 milioni di persone obese o in sovrappeso contro le 800 mila denutrite e che rischiano di ammalarsi o morire per carenza di cibo.

Il valore economico dello spreco domestico in Italia è pari a 8,1 miliardi di euro l’anno, mentre ogni anno lasciamo sul campo circa 1,4 milioni di tonnellate di prodotti dell’agricoltura non raccolti. Sprechi che si verificano anche nella trasformazione industriale (2 milioni di tonnellate) e nella distribuzione commerciale, che produce “scarti” di cibo pari a 300 mila tonnellate. Delle vere e proprie contraddizioni, soprattutto in un periodo in cui aumenta il numero di persone in Italia che ogni anno si rivolgono ad associazioni caritative, per avere cibo.

Inserito da:

Giorgio Diaferia

Medico specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione,è direttore Sanitario del Centro di Medicina Preventiva e dello Sport del SUISM-Università di Torino. E' docente a contratto in Medicina dello Sport Università di Torino. Dirige lo Stabilimento di Cure Fisiche del CMP e dello Sport del SUISM-UniTo E' medico di medicina generale e giornalista pubblicista.

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