Quando la notizia parla di cibo

Quando la notizia parla di cibo

Share

Federico Cuomo | Chiara Cuttica | VIDEO | Sensibilizzare, partendo da chi ha il compito di informare e comunicare. È l’obiettivo della prima edizione del Festival del Giornalismo Alimentare, la tre giorni di incontri e dibattiti che dal 25 al 27 febbraio ha trasformato la Cavallerizza Reale di Torino in un’arena di confronto tra mondo dell’informazione, imprenditori, ricercatori e scienziati impegnati nell’ambito alimentare.

Alla giornata d’inaugurazione ha partecipato il sindaco di Torino Piero Fassino, che ha voluto ricordare, in veste di Presidente dell’ANCI, come i comuni italiani abbiano da poco sottoscritto una carta che li impegna a rispettare la sostenibilità in ambito alimentare e ad applicare nuove politiche sul cibo. Un impegno che Torino si è assunta, inserendo la ricerca di nuovi modelli alimentari all’interno del Piano Strategico che guiderà lo sviluppo della città nei prossimi dieci anni.

Il cambiamento passa necessariamente attraverso il mondo dell’informazione, così come ha voluto sottolineare il presidente di Slow Food Carlo Petrini. Un esempio su tutti, il ruolo svolto dai giornalisti nella denuncia di tante situazioni critiche, come quella che stanno attraversando i contadini siriani, non più in grado di produrre e sfamare un paese dilaniato dalle bombe e dalla guerra civile.

La sensibilizzazione in ambito alimentare è il primo passo verso un cambiamento culturale, economico e sociale. Il giornalismo -dicono dal Festival- può trasformarsi in un moltiplicatore del messaggio.

 

Cinquecento tra giornalisti, blogger, comunicatori si sono confrontati su quattro temi principali: la sicurezza alimentare, l’economia, la biodiversità e l’enogastronomia. I temi sono stati sviluppati in tavoli di lavoro e dibattiti tenuti da docenti, ricercatori e medici che hanno proposto momenti di formazione a chi si occupa di comunicazione alimentare. Il primo giorno è stato un momento istituzionale e di brain-storming incentrato principalmente sulle riflessioni dell’Italia post Expo, che hanno dato spazio a molte riflessioni, nello specifico si è parlato delle prassi da mantenere in un paese sensibile e attento come il nostro, per garantire spazio alle politiche di sicurezza alimentare.

Il secondo giorno di festival si è incentrato sui casi concreti. In particolare si è parlato di reati alimentari e di social communication, di come la struttura del contenuto incida sulla divulgazione della notizia, specialmente sul web. Su questo argomento si è sviluppato tutto il pomeriggio del venerdì analizzando casi di “bufale” alimentari concrete, focalizzando quindi l’attenzione sul compito del giornalista nel saper mediare l’informazione che trasmette.  L’ultimo laboratorio di pensiero del festival si è focalizzato sul trovare il modo migliore per responsabilizzare i giovani all’uso corretto del vino; tale argomento ha generato una discussione tra chi teme nell’abuso e chi ne è sostenitore.

Inserito da:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo di posta elettronica non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono segnalati con *