Se la città diventa Disneyland

Se la città diventa Disneyland

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Federico Cuomo | Cos’hanno in comune il ristorante vegano che apre dove prima c’era una bottega artigianale, gli eventi culturali che richiamano sempre più turisti e l’impennata del mercato immobiliare in un perimetro di vie dove quasi nessuno voleva investire? Ciò che li accomuna è la gentrification, un cambiamento sociale e commerciale che caratterizza la storia contemporanea di molti quartieri in tante città italiane.

Un mutamento che ha per protagoniste le sole classi agiate.
Lo spiega il professor Giovanni Semi del dipartimento di Culture Politiche e Società dell’Università di Torino nel suo recente studio pubblicato da il Mulino Gentrification, tutte le città come Disneyland?

La gentry, termine anglosassone che in Inghilterra identificava la piccola nobiltà, si sta trasferendo in zone popolari e porta con sé gusti e stili di vita. Una vera e propria migrazione culturale a livello urbano che cancella lentamente la popolazione storica di interi quartieri: i vecchi negozi chiudono perché non più al passo con le richieste della nuova clientela, acquirenti facoltosi ristrutturano gli immobili alterando gli equilibri del mercato. Chi non può più permettersi il tenore di vita in crescita è  costretto ad andar via.

La gentrification è un fenomeno che in Italia è iniziato con un certo ritardo, tra gli anni ’80 e ’90, ma che ormai da un quarto di secolo ha preso piede -solo per citare i casi più eclatanti- a Chicago, New York e Londra. E Torino non resta di certo immune al contagio: basti pensare al Quadrilatero, gentrificato a partire dagli anni’90 con l’arrivo di una nuova classe residente. Oppure alla San Salvario degli ultimi cinque anni con i suoi locali hipstair e a Vanchiglietta con l’arrivo degli studenti universitari e l’apertura di negozi bioetici.

La gentrification non ha un grado prestabilito di spontaneità, spesso è frutto di una specifica politica pubblica, altre volte si nasconde dietro la “studentificazione” di alcune aree. Caratteristiche fluide, non sempre così percettibili, che quotidianamente hanno un’influenza comunque significativa sulla vita di tutti i cittadini.

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