La fiction italiana, una sfida internazionale

La fiction italiana, una sfida internazionale

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di Elisabetta Vacchetto – Questo il titolo dell’incontro di sabato 7 maggio tenutosi a Dogliani nell’ambito del Festival della Tv e dei nuovi Media. Qualificato gruppo di relatori: Antonio Campo Dall’Orto (Direttore generale della Rai) Pietro Valsecchi (Produttore cinematografico e Fondatore di Taodue Film), Eleonora Andreatta (Direttore di Rai Fiction), Paolo Damilano (Presidente Museo Nazionale del Cinema e Film Commission Piemonte), moderati da Aldo Grasso.

Un incontro che ha dato modo di capire quali siano i meccanismi che governano le fiction e come la Film Commision Piemonte si  inserita in questo settore.

Per Valsecchi “c’è bisogno di creare eventi in quanto la televisione generalista o commerciale si accende quando si eventizza. Sorrentino con La grande bellezza e Checco Zalone hanno fatto milioni di spettatori perché si è creato attorno un’attesa, un’aspettativa. Ma bisogna stare attenti a eventizzare con dei contenuti altrimenti si rischia di creare l’effetto inverso.  Ora stiamo studiano su questo territorio un personaggio quale può essere Ferrero o Einaudi  tramite cui si potrebbero raccontare le Langhe”.

La Andreatta ha parlato di come i giovani possano essere attratti dalle reti televisive sia come spettatori ch come attori principali. “La reti dedicate a loro dalla saranno rai due e rai quattro dove ci aspettiamo creatività da fuori. La fiction rai oggi si rivolge soprattutto al pubblico di Rai con titoli quali: Braccialetti rossi, Dan Matteo, Il commissario Montalbano. Questa raccoglie una platea di varie fasce i ragazzi sotto i 24 anni ha risultati positivi. Oggi in Rai vi sono quattro serate di programmazione e ogni serata ha una tipologia di prodotto creata a creare affezione con il pubblico”.

Il servizio pubblico è chi lo fa dice Grasso La Rai sembra che tutto debba essere fatto dentro. Ma all’estero pare che una televisione più è grande e più che riesce ha stimolare fonti esterne e aiuti a realizzare nuovi prodotti.

Per il direttore generale della Rai Dall’Orto “nessuno può pensare di sviluppare un percorso partendo da se. Questa settimana abbiamo fatto un manifesto ispirandoci a cosa succede fuori e ogni programma dovrà arrivare con un supporto non solo scritto ma corredato da riferimenti visivi. La Rai ha due anime ha un riporto del passato semplice e rassicurate affiancato ad uno nuovo con importanti germi di innovazione. Trovo il limite nella coincidenza tra un genere e un canale che va superato. Se non riusciamo ad usare la fiction per avere un dialogo con il pubblico non avremo certamente futuro. Col tempo avremo sempre più fiction in televisione ed arriveremo anche a sei, sette serate di programmazione”.

Antonio Campo dall'Orto, Pietro Valsecchi, Aldo Grasso Eleonora Andreatta  e Paolo DamilanoDamilano ha spiegato la Film Commission da lui presieduta e che ha come obiettivo la ricaduta economica sul territorio. Una fiction come “Non uccidere” ha prodotto importanti ritorni per il territorio. “La differenza di impatto tra la fiction e i film è facilmente comprensibile in quanto la prima produzione è rimasta nove mesi sul territorio mentre i film molto meno. La fiction dà poi più visibilità al territorio di un film in quanto mediamente ha un numero superiore di ascolti. Dall’altra parte la Film Commission si propone come fine la promozione turistica. Torino negli ultimi anni ad esempio ha beneficiato di questo. La Film Commission Piemonte ha visto puntare sia con fondi pubblici e sia con fondi privati con uno strumento quale lo sgravio fiscale all’imprenditoria per quello che riguarda i film a produzioni che si sono realizzate sul territorio piemontese. Ora so che è allo studio anche per quello che riguarda le fiction il tax credit e questo vorrebbe dire integrare gli investimenti pubblici anche in questo settore. Oggi festeggiamo tutti quanti un grande risultato in quanto la Rai ha deciso di fare la seconda parte di “Non uccidere”.  Sarebbe bello portare alla ribalta le eccellenze del patrimonio enogratronomico di queste terre Unesco e spero sempre si possa sviluppare un grande progetto per queste zone tra le più importanti al mondo”. A questo ha subito risposto Valsecchi dicendo che “stiamo studiano su questo territorio un personaggio quale può essere Ferrero o Einaudi  tramite cui si potrebbero raccontare le Langhe. Se mi fate avere una lista di nomi del territorio vedremo cosa si può fare”.

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Giorgio Diaferia

Medico specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione,è direttore Sanitario del Centro di Medicina Preventiva e dello Sport del SUISM-Università di Torino. E' docente a contratto in Medicina dello Sport Università di Torino. Dirige lo Stabilimento di Cure Fisiche del CMP e dello Sport del SUISM-UniTo E' medico di medicina generale e giornalista pubblicista.

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