La città dello sport

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JB | Federico Cuomo | VIDEO | Il Cus alza l’asticella e punta a fare di Torino una moderna città universitaria dello sport, sul modello delle più importanti capitali europee. Primo passo, l’ammodernamento degli impianti per offrire servizi e spazi adeguati al crescente numero di studenti che ogni anno arrivano sotto la Mole. Un progetto da tre milioni e mezzo di euro, già pronto a partire grazie agli 1,5 milioni assicurati dalla Compagnia di Sanpaolo.  «È la svolta per rendere finalmente efficienti impianti ormai in quasi costante overbooking», spiega il presidente del Cus Torino Riccardo D’Elicio. «Inizieremo dalle strutture di corso Sicilia e di via Panetti, per aumentare la capienza e assicurare un servizio adeguato agli studenti-atleti».

Per il Cus è un nuovo punto di partenza, decisivo per trasformare il concetto stesso di istruzione universitaria. Ancora D’Elicio: «il sogno è avere finalmente un vero campus al Politecnico, nel cuore di Torino e magari un altro a Grugliasco dove sta già crescendo l’università del futuro».

Riccardo_D'ElicioUna scelta, quella di puntare sulla internazionalizzazione di Torino attraverso gli atenei, che sta già dando i suoi risultati. Numeri alla mano, in otto anni le presenze di studenti non italiani sono cresciute di ben venti volte. Nel 2007, anno delle Universiadi, gli stranieri che frequentavano il Politecnico e l’Università erano poco più di 800. Oggi sono quasi 15mila. Un investimento sul futuro prossimo della città, perché «Torino potrà interagire con istituzioni, governi, società di tutto il mondo proprio grazie a chi oggi è studente e domani magari occuperà posti chiave nelle amministrazioni del proprio Paese».

Le energie profuse durante l’Olimpiade del 2006 e l’Universiade del 2007 hanno già dato frutti e altri ne daranno. Una prova della bontà dell’intero progetto è stato il riconoscimento di Capitale Europea dello Sport lo scorso anno. Quello che sembrava solo un contenitore di facciata si è riempito poco a poco con eventi di primo piano che hanno coinvolto società e federazioni ma soprattutto hanno portato lo sport nei parchi e nelle piazze della città, rendendolo popolare e fruibile. «Mi auguro che non si torni più indietro -ha detto ancora Riccardo D’Elicio– Torino crede nell’attività sportiva e qualsiasi progetto che non coinvolga lo sport è un progetto incompleto. Anche la politica ha finalmente compreso l’importanza della cultura dello sport».

Riccardo D’Elicio è stato ospite di Focus Salute, condotto dal direttore di Ecograffi.it Giorgio Diaferia.

Guarda la puntata.

 

custorinoIl Centro Universitario Sportivo di Torino si è ormai consolidato come uno dei punti di forza del progetto Torino Città Universitaria, e del nuovo piano strategico pensato per il futuro della città metropolitana. Il Centro offre la possibilità di praticare circa cento diverse attività sportive, dedicate al mondo universitario e non solo. Un vero patrimonio da investire nella più complessa politica pubblica sanitaria, tesa a diffondere la pratica sportiva come strumento di prevenzione di numerose patologie. Negli ultimi anni il CUS si sta battendo per diffondere lo sport con numerosi eventi e campagne sociali, come Just the Woman I am, la corsa non competitiva che nell’ultima edizione ha radunato 12 mila partecipanti piazza San Carlo, raccogliendo circa 60 mila euro destinati ai centri di ricerca oncologica.

Il CUS permette  inoltre di testare gratuitamente le attività sportive per circa un mese, permettendo ai futuri iscritti di assaggiare diversi Sport prima di scegliere l’attività preferita. Tra i futuri obiettivi del Centro vi è un nuovo Campus Universitario Sportivo, in grado di sancire un’importante svolta per il mondo sportivo torinese e italiano.

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JB

Journalist and videoreporter | https://about.me/jacopobianchi

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