In punta di Coda | Abbandono e randagismo

In punta di Coda | Abbandono e randagismo

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di Gilberto Germani, presidente ENPA SaronnoVademecum utile nel caso in cui ci si  dovesse imbattere in un cane o in un gatto smarriti che hanno necessità di essere tempestivamente recuperati, o peggio di un animale deceduto, oppure nel caso in cui si riceva una segnalazione di un ipotetico maltrattamento. Sono caratteri di condotta generali, ogni provincia possiede procedure specifiche con i propri Dipartimenti Veterinari e con le proprie strutture zoofile.

1. CANI RITROVATI VAGANTI SUL TERRITORIO.

Quando si rinviene lungo una strada un cane vagante, bisogna accertarsi DA SUBITO che il suddetto animale sia avvicinabile e non eccessivamente spaventato. La cosa importante prima di tutto è arrestare la sua corsa nel limite del possibile. E’ consigliabile pertanto tenere nella propria automobile un guinzaglio, dei guanti da lavoro piuttosto spessi e del cibo secco (tipo biscotti) per poterlo avvicinare. Ovviamente una ciotola con acqua. Scendere dall’automobile, indossando la pettorina alta visibilità e se l’animale si dimostra collaborativo cercare di avvicinarlo con del cibo e mettergli il guinzaglio.

Solo dopo questa operazione, ossia quando il cane è in sicurezza al ciglio della strada è possibile contattare la Polizia Locale del Comune in cui è stato trovato l’animale, che contatterà successivamente il servizio di accalappiamento. In caso contrario la Polizia Locale difficilmente procederà ad inoltrare la richiesta al servizio. Darne pronta comunicazione anche al Dipartimento di prevenzione veterinario di un’Asl, anche se diversa da quella in cui è avvenuto il ritrovamento.

Nel frattempo sarebbe utile realizzare delle foto dettagliate (che riportino la data) del cane e segnare su un taccuino la data, l’ora ed il luogo di ritrovamento.

20121204-cane-randagioUna volta raggiunti dal servizio di accalappiamento farsi comunicare in quale canile verrà condotto il cane, così da realizzare dei volantini da affiggere in zona affinché l’eventuale proprietario sappia del recupero. Tuttavia se l’animale fosse microchippato in breve tempo il canile provvederà ad avvertire il proprietario per la sua successiva restituzione. Se non fosse microchippato seguire comunque la prassi di cui sopra, ovvero affiggere volantini in loco per ritrovare l’eventuale proprietario, perché nonostante sia un obbligo di legge far microchippare i cani (entro quindici giorni dal possesso o entro trenta giorni dalla nascita, pena una sanzione amministrativa di 50,00 euro, ai sensi della Legge Regionale 33/2009 Art. 109, c. 2) se il cane non venisse rivendicato da nessuno potrà essere messo in adozione dopo un periodo di tempo e microchippato dal canile o dai nuovi proprietari.

Se invece il cane risulta particolarmente spaventato, con la conseguente impossibilità al recupero, bisognerà comunque provvedere ad avvertire la Polizia Locale dicendo che in quella tal via a quella tale ora è stato avvistato un cane vagante. Magari provare a seguirlo per vedere se si riuscisse a condurlo in una via senza uscita o in un luogo ristretto per la successiva cattura in sicurezza.

2. GATTI RITROVATI VAGANTI SUL TERRITORIO.

Per i gatti la questione è completamente differente. Se si dovesse trovare un gatto vagante per la strada bisogna accertarsi nel limite del possibile che il gatto sia di proprietà, oppure appartenga ad una colonia felina (ai sensi della Legge Quadro 281/91 e delle Legge Regionale 33/2009), regolarmente censita al Dipartimento veterinario di zona ed al comune in cui stanziano.

Normalmente i gatti di proprietà sono provvisti di collarino con medaglietta identificativa, oppure microchippati come i cani; i gatti di colonia invece sono identificati con un piccolo taglio all’orecchio (ca. 5 mm sulla pinna auricolare) soprattutto quelli sterilizzati, il che significa che fanno parte di una popolazione più o meno numerosa di gatti del luogo. Quindi prima di prendere qualsiasi decisione accertarsi che sia presente il proprietario del gatto (magari suonando i campanelli delle case limitrofe), oppure chiedendo se nelle immediate vicinanze esiste una colonia felina ed una persona che li accudisce.

gattiSe il gatto non è riconducibile ad un proprietario, né ad una colonia felina esistente allora con tutta probabilità è stato abbandonato, oppure ha bisogno di soccorso, in questo caso sarebbe opportuno recuperarlo e condurlo presso una clinica veterinaria per accertare le sue effettive condizioni di salute. Sarebbe opportuno portare sempre con sé un trasportino e del cibo per poterlo attirare e recuperare. Nel caso dei gatti vaganti il protocollo d’intesa con il Dipartimento Veterinario cambia da provincia a provincia. Tuttavia comunicare sempre alla clinica veterinaria che trattasi di gatto vagante e non di proprietà. A volte le cliniche veterinarie hanno degli accordi e delle convenzioni con le strutture zoofile del luogo (canili e gattili) o con le Associazioni protezioniste, che si possono successivamente occupare di lui.

Anche in questo caso fare delle foto dettagliate dell’animale per poter realizzare dei volantini da affiggere nel luogo di ritrovamento.

3. CANI E GATTI RITROVATI DECEDUTI SUL TERRITORIO.

Quando sfortunatamente si rinviene un cane o più frequentemente un gatto deceduto sul territorio è opportuno chiamare immediatamente la POLIZIA LOCALE del comune in cui è stato rinvenuto l’animale, perché i vigili contatteranno successivamente il SERVIZIO DI RECUPERO INTERCOMUNALE. Fornire pertanto la via precisa ed il civico.

La stessa cosa vale se si ritrova un animale selvatico deceduto, come per esempio una volpe, oppure una nutria. Anche in questo caso il servizio dovrà uscire per recuperare la carcassa.

4. CANI E GATTI OGGETTO DI PRESUNTO MALTRATTAMENTO.

Se si presume che un cane o un gatto potrebbero essere oggetto di maltrattamento o di cattiva detenzione sarebbe opportuno avvalersi dell’ausilio di personale specializzato, come per esempio i nuclei di Guardie Ecozoofile, che possano accertare i fatti, unitamente ai veterinari che possiedono specifiche cognizioni tecniche e mediche ed agire di conseguenza in via amministrativa o con procedimento penale a carico di chi ha commesso il fatto gravoso ai danni dell’animale.

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