Fassino su QuartaReteTV. Ma niente confronto con Appendino

Fassino su QuartaReteTV. Ma niente confronto con Appendino

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di Jacopo Bianchi | In diretta da QuartaReteTV | Alla fine il confronto tv tra i candidati sindaco di Torino Piero Fassino e Chiara Appendino non c’è stato. La candidata 5Stelle ha declinato l’invito e ha disertato gli studi di QuartaReteTV, emittente torinese unica ad aver organizzato una serata pre-elettorale con i due aspiranti primo cittadino. Niente faccia a faccia, dunque. Regole della par condicio alla mano a Piero Fassino sono comunque toccati quarantacinque minuti (la metà esatta dell’ora e mezza inizialmente peogrammata per la trasmissione) per spiegare il suo progetto della Torino che verrà, nel caso domenica le urne lo confermino inquilino di Palazzo Civico per altri cinque anni.

In studio Gianluca Gobbi di RadioFlash, Vittorio Pasteris di QuotidianoPiemontese, Oscar Serra de LSpiffero, Luca Rolandi de Il NostroTempo e Riccardo de Caria. Conduce la puntata Patrizia Corgnati, direttore di QuartaReteTV.

Vi proponiamo gli argomenti salienti affrontati durante la diretta e le risposte di Piero Fassino alle domande dei giornalisti.

Il voto in alcune zone di Torino ha penalizzato il centrosinistra, evidenziando zone della città che attraversano un periodo di sofferenza. Che cosa farà in una eventuale prossima legislatura? Ho vinto le elezioni in 28 quartieri su 34. È vero che i 4 quartieri dove ha vinto il Movimento vivono situazioni di difficoltà. È .una zona particolare di Torino. Ma in questi anni non siamo stati a guardare: abbiamo dato un reddito di mantenimento, siamo intervenuti a salvare dagli sfratti chi era in morosità incolpevole, abbiamo istituito borse e cantieri di lavoro per i disoccupati ultracinquantenni. Siamo intervenuti con 30 milioni di euro per andare incontro alle necessità di 25.000 nuclei familiari. E sulle periferie stiamo intervenendo anche con la riqualificazione urbanistica, dal capolinea della metro in piazza Bengasi alla Continassa.

Che cosa può fare per garantire più autonomia di investimento al Comune, magari intervendo con il Governo? Con il Governo negozio quotidianamente in qualità di presidente dell’Anci. Un sindaco ha il dovere di portare risorse e sviluppo nella sua città. La Cavallerizza, ad esempio, sarà recuperata grazie ai 15 milioni di euro arrivati da Roma. Il passante ferroviario è costato 25 milioni, soldi ottenuti nel 2013 con il Decreto del Fare. Per la linea 2 della metro abbiamo già oggi fatto richiesta che i cantieri siano inseriti tra i progetti da finanziare.

Ancora sulle periferie, piazza Livio Bianco è da molti considerata un modello… E non è il solo modello da esportare e imitare. Pensiamo al Teatro Astra e al Museo Ettore Fico, presenze culturali in periferia che diventano luoghi di aggregazione e innalzano la qualità della vita.

Come si immagina sarà Torino tra quattro giorni? La distribuzione del voto è molto diversa da quella del 2011 perché è cambiato il panorama nazionale. Fino a ieri ragionavamo sul duopolio centrosinistra contro centrodestra. Oggi c’è il terzo polo dei 5Stelle. E dal voto arrivano indicazioni da non sottovalutare: serve certamente più presenza sul territorio. Se sarò rieletto, ogni mese sarò presente in una circoscrizione.

Ci sono spazi di manovra per ridurre le imposte locali? A Torino abbiamo subito non solo un taglio di trasferimenti dallo stato centrale, ma siamo diventati contribuenti versando nelle casse governative 14 milioni di euro. Bisogna lavorare per ridurre le tasse ai torinesi. Ho già dato mandato agli uffici tecnici per studiare tempi e modi della riduzione della Tari, che sarà ricalcolata in base al nucleo famigliare e ai rifiuti prodotti.

Lei si è fatto una ragione delle tante posizioni “anti” politica e “anti” partiti? La crisi ha prodotto malessere, sfociato in disagio e disillusione. Questo voto esprime una sofferenza sociale che è reale e tangibile. Non va negata né tanto meno ignorata.

Esiste un sistema-Torino? Ho sempre scelto sulla base di tre criteri: competenza, esperienza e dedizione. Nel 90% dei casi, quando ho dovuto ratificate le nomine ho optato per un cambio, di facce e programmi scegliendo spesso figure femminili. Sono pochissimi i luoghi dove ai vertici ci sono ancora le stesse persone. A Torino c’è già una nuova classe dirigente. La mia giunta sarà composta per metà da donne e soprattutto la metà dei miei futuri assessori dovrà avere meno di quarant’anni.

I candidati sindaco di Torino al ballottaggio del 19 giugno

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Al primo turno 41,8% di preferenze

Piero Fassino è nato ad Avigliana (Torino) il 7 ottobre 1949. Laureato in Scienze Politiche, è stato eletto Consigliere Comunale a Torino nel 1975 e Consigliere Provinciale nel 1980. Deputato a partire dal 1994, ha svolto il ruolo di Sottosegretario agli Esteri nel governo Prodi, Ministro del Commercio Estero nel governo D’Alema e Ministro della Giustizia nel governo Amato. È stato eletto Sindaco di Torino il 16 maggio 2011 con il 56,66% dei consensi.

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Al primo turno 30,9% di preferenze

Chiara Appendino è nata a Moncalieri (Torino) il 12 giugno 1984. Laureata in Amministrazione finanza e controllo aziendale, ha lavorato in Juventus Spa per due anni. Attualmente è responsabile del controllo di gestione nell’azienda di famiglia. Si occupa di politica dal 2010. Nel maggio 2011 è stata eletta per la prima volta in Consiglio comunale. Durante la scorsa legislatura ha ricoperto il ruolo di Vicepresidente della Commissione bilancio.

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