Il Grande Caos

Il Grande Caos

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di Giorgio Diaferia | In un libro di alcuni anni fa Serge Latouche, l’ideatore della “decrescita felice” esprimeva il concetto per cui “l’Occidente che si erge a interprete privilegiato o unico dell’universalità e della Civiltà è il tratto caratteristico non solo della belle époque colonialista ma della storia dell’Europa (e degli Usa) nel suo complesso”. Ci viene il dubbio che forse avesse ragione. Un’Europa delle banche e della finanza che dimentica il sociale e la sicurezza magari per normative assurde sulla forma degli zucchini. Non v’è dubbio che il tentativo di occidentalizzare il mondo sia fallito.

Oggi assistiamo ad una rivolta del mondo mussulmano che intende ribadire, grazie ai numeri di una popolazione schiacciante rispetto all’Occidente, la sua storia e la sua cultura e chiedere spazio.Tra questo confronto acceso, ma dialettico e costruttivo, si inserisce il tema delle grandi migrazioni. Anno dopo anno, se non disciplinate, potranno rappresentare per alcuni stati un problema sociale e un disordine, proprio quello fomentato e voluto dall’IS. Che intende prendere il sopravvento e destabilizzare il mondo e la corrotta cultura occidentale, inculcando in tutti noi la paura di morire per un attentato che potrebbe colpire chiunque ed ovunque.

Ma l’IS intende favorire direttamente ed anche indirettamente, grazie anche ad emulatori senza arte ne parte, gli estremismi di carattere nazionalistico e di intolleranza, che possono -secondo i propositori- giustificare anche la violenza sulle persone.

caosrampiniGuardando in casa nostra passiamo dal grande caos locale della politica (referendum, Italicum, liste bloccate, premio alla coalizione o al singolo partito), il caos rifiuti (inceneritori, terre dei fuochi, discariche abusive anche in città) il caos delle banche e dei risparmi (Etruria, MPS, salvataggi pubblici), la corruzione imperversante e le connivenze con la criminalità organizzata ed una magistratura costretta spesso a fare la parte della politica che latita, convinta ormai che siamo tutti colpevoli potenziali e quindi che mentiamo sempre e comunque su tutto, perchè conniventi in qualche modo con l’illegalità. Questo sempre e solo per fare qualche piccolo esempio, gli scontri tra la necessità di dare un lavoro a giovani e meno giovani e la tolleranza verso disastri ambientali evidenti ed agghiaccianti ( tra tutti l’ILVA e l’importazione e le mancate bonifiche dall’ amianto).

Cavalcare la disperazione, la paura, le debolezze ci potrebbe portare alla dissoluzione di molte delle conquiste sociali del Secolo che si è da poco concluso. Ma manca una classe politica esperta, saggia, con alcune figure di statisti a cui fare riferimento in grado di guidarci. Altro che rottamazione, che non dovrebbe essere una guerra generazionale , ma saper impiegare il meglio presente al di là dell’età e mandare a casa gli incapaci, i fannulloni, i raccomandati, ponendo finalmente fine alle super pensioni d’oro e a stipendi insensati nel pubblico impiego e nelle consorelle partecipate. Tanti soldi rimarerrebbero per il sociale, la sanità, l’ambiente, mondi che creano lavoro vero ed immediato.

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Giorgio Diaferia

Medico specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione,è direttore Sanitario del Centro di Medicina Preventiva e dello Sport del SUISM-Università di Torino. E' docente a contratto in Medicina dello Sport Università di Torino. Dirige lo Stabilimento di Cure Fisiche del CMP e dello Sport del SUISM-UniTo E' medico di medicina generale e giornalista pubblicista.

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