Aria inquinata, salute rovinata

Aria inquinata, salute rovinata

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Giorgio Diaferia | Si susseguono in questi giorni gli appelli di sindaci e della Regione Piemonte, dell’ARPA, per segnalare il grave stato di salute, o meglio di non salubrità, dell’aria che tutti i giorni, piccoli, grandi e vecchi respiriamo nelle nostre città. Sforamenti a catena del particolato fine ed ultrafine, con conseguenze immediate d a distanza molto gravi per la nostra salute. Targhe alterne, prolungamento della ztl in centro città per finire al blocco degli Euro 3 diesel. Manca una politica seria per invertire questa che ormai, più che una tendenza annuale è la regola.

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A questo si aggiungono anche le multe salate che l’Europa ci comminerà per questi sforamenti, che non riguardano solo il Piemonte, è chiaro. Come dire oltre al danno, la beffa. L’unica risposta è trasferire il traffico su gomma, il più possibile, su rotaia. Intendiamo tram, metropolitana e treni. Ammodernare le reti secondarie e pendolari, evitando il ricorso all’auto per recarsi al lavoro.Potenziare la rete metropolitana e da subito stabilire la priorità assoluta sul completamento della linea 1 di Torino con il prolungamento da una parte a Rivoli e dall’altra a piazza Bengasi. Ma anche far partire subito la Linea 2. I soldi se si vuole ci sono, occorre dare la priorità a queste opere per motivi di salute pubblica. Anche l’autovettura elettrica può rappresentare fonte di lavoro e di salute. E’ vero che l’inquinamento deriva anche dalle ciminiere industriali e dai comignoli del riscaldamento. Ma se da una parte la crisi economica ha quasi azzerato le prime, nel secondo caso applicare dei filtri e controlli a tappeto è molto più semplice, che su tutta la rete automobilistica, che va comunque monitorata.

La politica, quella che si occupa di salute, di prevenzione primaria non c’è -o c’è molto molto poco- e la produzione di energia e di calore da fonti rinnovabili è ancora da sviluppare molto di più.

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Giorgio Diaferia

Medico specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione,è direttore Sanitario del Centro di Medicina Preventiva e dello Sport del SUISM-Università di Torino. E' docente a contratto in Medicina dello Sport Università di Torino. Dirige lo Stabilimento di Cure Fisiche del CMP e dello Sport del SUISM-UniTo E' medico di medicina generale e giornalista pubblicista.

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