Missione Myanmar

Missione Myanmar

Share

Redazione | VIDEO | Myanmar, ex Birmania. Questa la prossima destinazione di MedAcross, gruppo di professionisti che da cinque anni realizza ospedali nelle aree più povere del pianeta. «Il principio che ci guida è molto semplice: dedicare tempo e capacità per aiutare chi non ha avuto la tua fortuna» spiega Daniele Regge, presidente dell’associazione.

y-integrazione-immagine-render-11x17Obiettivo del progetto, costruire a Kawthaung (città della Birmania meridionale al confine con la Thailandia) un policlinico multi specialistico. Dovrà garantire le prime cure alla popolazione locale, dando vita a una struttura indipendente «che garantisca un aiuto duraturo ed efficiente nel tempo». Gabriella Buono (primario di rianimazione cardiovascolare dell’ospedale Mauriziano di Torino) e Luca Cordero di Montezemolo (professore di pediatria all’Università degli Studi di Torino) garantiranno al personale una formazione professionale in modo da assicurare l’operatività effettiva del centro: «verranno reclutate persone del luogo -spiegano Buono e Cordero- e si favorirà il percorso formativo di medici, infermieri, farmacisti».

La progettazione dell’ospedale è stata affidata all’architetto Giorgio Rosental, già al lavoro per «costruire una struttura che sia il più vicina possibile al polo ospedaliero presente sul territorio, in modo da dare vita ad un’unica struttura funzionante e attiva».

m-dsf2114Il Myanmar, nonostante il ritorno alla democrazia dopo decenni di dittatura militare, è alle prese con una difficile situazione economica e sociale. Erika Vitale, dirigente operativa della Onlus, ha vissuto per un mese a Kawthaung toccando con mano le contraddizioni di un Paese e di una società per molti aspetti fortemente arretrati. Sarà proprio lei a tornare nel mese di febbraio, per gli ultimi sopralluoghi prima del via definitivo al progetto.

Quella in Birmania non è la prima sfida raccolta da MedAcross: dal 2012 l’ospedale costruito ad Hargeisa nel Somaliland ha garantito cure per oltre 50mila bambini. Nel 2015 la struttura è stata consegnata alle autorità locali ed è oggi una realtà autonoma. | A cura di Antonella Frontani, Jacopo Bianchi, Valeria Rombolà

Guarda il nostro approfondimento

Inserito da:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo di posta elettronica non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono segnalati con *