Meningite, allarme o psicosi?

Meningite, allarme o psicosi?

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Giorgio Diaferia | I casi di meningite riscontrati in Italia in questi mesi hanno posto sotto i riflettori questa malattia infettiva, di cui si conoscono bene le cause e le contromisure da adottare. Per via dei casi di morte che si sono registrati ha però creato non poco allarme fra i cittadini. La regione con il maggior numero di casi risulta essere la Toscana, mentre in altre regioni i casi sono al di sotto della media, anche se anche qui si sono registrati dei decessi.

A oggi sono disponibili vaccini per la prevenzione delle infezioni da Haemophilus influenzae di tipo b (Hib), da Neisseria meningitidis (meningococco) di tipo A, B, C, Y, W135 e da alcuni sierotipi di Streptococcus pneumoniae (pneumococco), efficaci già nel primo anno di vita.

La meningite appartiene al capitolo delle malattie batteriche invasive, che sono caratterizzate da un’alta incidenza di complicanze anche gravi. La meningite è un’infiammazione delle membrane (le meningi) che avvolgono il cervello e il midollo spinale. La malattia è generalmente di origine infettiva e può essere virale, batterica o causata da funghi. La forma virale, detta anche meningite asettica, è quella più comune: di solito non ha conseguenze gravi e si risolve nell’arco di 7-10 giorni. La forma batterica è più rara ma estremamente più seria, e può avere conseguenze fatali.

Il trattamento della meningite batterica si basa soprattutto sulla terapia antibiotica, con identificazione del batterio che causa la malattia anche al fine di definire se è necessaria la profilassi dei contatti. In caso di meningite da meningococco -e in misura minore da Haemophilus influenzae b- i contatti stretti del malato hanno un maggior rischio di ammalarsi rispetto alla popolazione generale. Per questo è indicata la loro profilassi antibiotica e sorveglianza.

Dagli anni Novanta è ormai comune la vaccinazione contro Haemophilus influenzae b, che in Italia rientra tra quelle previste per tutti i nuovi nati. Sono disponibili sul mercato anche i vaccini contro alcuni ceppi di pneumococco e alcuni sierogruppi di meningococco. Sul fronte della lotta al meningococco sono attualmente disponibili vaccini polisaccaridici contro i sierogruppi A, C, Y e W 135, che però forniscono una protezione di breve durata ai soli soggetti di età maggiore di 2 anni, il vaccino coniugato contro il sierogruppo C (usato attualmente nei calendari vaccinali in Italia) e il vaccino coniugato contro i sierogruppi A, C, Y e W 135. È di recente introduzione (2014) sia nel mercato che nell’offerta vaccinale di alcune regioni un vaccino per prevenire le forme invasive da meningococco di sierogruppo B. In caso di focolai epidemici da meningococco, le attuali raccomandazioni internazionali indicano l’opportunità di introduzione della vaccinazione su larga scala nell’area geografica interessata quando l’incidenza è superiore a 10 casi per 100.000 abitanti nell’arco di tre mesi. (Fonte EpiCentro)

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Per ulteriori e più completi approfondimenti vi rimando al sito sulla meningite www.prevenzionemeningite.it

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Giorgio Diaferia

Medico specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione,è direttore Sanitario del Centro di Medicina Preventiva e dello Sport del SUISM-Università di Torino. E' docente a contratto in Medicina dello Sport Università di Torino. Dirige lo Stabilimento di Cure Fisiche del CMP e dello Sport del SUISM-UniTo E' medico di medicina generale e giornalista pubblicista.

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