AMIANTO, IN CAUSA PER LA NOSTRA VITA

AMIANTO, IN CAUSA PER LA NOSTRA VITA

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Sono anni che ci occupiamo della questione Amianto, della sua pericolosità, messa scelleratamente e periodicamente in dubbio per via della difficoltà che si vuol fare evidenziare sul nesso di causalità tra la comparsa del tumore maligno il Mesotelioma pleurico e l’esposizione all’Amianto. Negli anni ’90 l’Associazione VAS di Guido Pollice, lanciò la campagna nazionale Bastamianto  per la senbilizzazione dell’opinione pubblica sul problema degli ex esposti, per accellerare la messa al bando reale e definitiva del minerale e procedere con le dovute ed urgenti bonifiche e tutele verso i lavoratori e non esposti alle polveri killer.Nel frattempo decine di processi si sono celebrati nel nostro paese, con esiti contrastanti. Nel link di seguito ho inserito dal sito dell’Università di Milano alcune delle sentenze più importanti partendo dal caso lombardo di Broni , proseguendo con quello altrettanto tristemente famoso di Casale Monferrato.

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Più e più volte i giornali e le televisioni si sono occupate del problema, come l’inchiesta firmata Carlo LucarelliMa perchè occuparsene ancora? Perchè il problema non si è risolto e siamo a 25 anni giusti dalla promulgazione della legge nazionale. Sono 46.000 i siti contaminati ancora da bonificare. Solo il 6,5% del fondo stanziato dal governo ( 5,6 miliardi di euro), è stato utilizzato per mancanza di mezzi da parte dei sindaci ad aprire i cantieri di bonifica. La legge che vieta la estrazione,la commercializzazione e la lavorazione in Italia dell’Amianto è la 257 del 27 marzo 1992, che disciplina i criteri di finanziamento per la riconversione industriale e per i benefici previdenziali a favore degli ex esposti. Ma l’Amianto viene conferito all’estero, con costi importanti, essendo i nostri siti ormai esauriti.Insomma dove si è lavorato l’Amianto si sono avuti decine di morti da esposizione e la mappa copre drammaticamente tutta l’Italia.

Ma è importante sottolieneare che l’Amianto si volatilizza negli ambienti più diversi: scuole, case, navi, vagoni ferroviari, carlinghe degli aerei. Quindi non solo pericolo per chi lo ha lavorato ma per una popolazione assai più vasta. Occorre con urgenza l’approvazione di un Testo Unico che metta chiarezza. E’ ora di dire BASTAMIANTO, ne basta 1 fibra! Per approfondire clicca qui

 

Inserito da:

Giorgio Diaferia

Medico specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione,è direttore Sanitario del Centro di Medicina Preventiva e dello Sport del SUISM-Università di Torino. E' docente a contratto in Medicina dello Sport Università di Torino. Dirige lo Stabilimento di Cure Fisiche del CMP e dello Sport del SUISM-UniTo E' medico di medicina generale e giornalista pubblicista.

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