Il Profumo

Il Profumo

Share

Emanuele Amo |

Il 1985 è stato un anno importante per la letteratura internazionale. Il mondo ha ricevuto in regalo capolavori come Antichi Maestri di Thomas Bernard o L’amore ai tempi del colera di Grabriel García Márquez. In quello stesso anno usciva anche il romanzo che Pietro Citati ha definito una teoria dell’olfatto. Il Profumo è l’opera geniale dello scrittore tedesco Patrick Süskind. Come accade per tutte le grandi opere, è difficile se non impossibile individuare un’unica tematica che possa esaurirne il messaggio. I capolavori sono come grandi spirali senza sostegni, con un unico centro, intuibile eppure irraggiungibile. Qual è il centro di questo romanzo? E’ davvero difficile stabilirlo. Ma si intuisce una spirale discendente perché basata su un’ossessione. Un’ossessione talmente radicata nella natura del protagonista, da diventare fatale perversione.

Il Profumo è la storia di Jean-Baptiste Grenouille, un orfano della caotica e spietata Parigi del ‘700. Jean-Baptiste ha alcune particolarità che lo rendono una straordinaria creatura celeste e infernale. Egli non prova sentimento alcuno, se non un larvale desiderio di sopravvivenza. Jean-Baptiste non ha odore, eppure, come un orecchio assoluto è capace di identificare con esattezza l’identità di un suono, così il naso di Grenouille può distinguere e catalogare qualsiasi cosa attraverso il suo odore. Con il suo piccolo naso Jean-Baptiste vede il mare e le navi salpare dal porto di Le Havre.

Vede la foglia cadere dall’albero, prima che il vento l’abbia sfiorata. Sente la carne e il sospiro degli uomini perché ne coglie desideri e paure. Grenouille è un mostro dotato del più gentile omaggio che un dio possa fare a un uomo. Ma come per tutti i doni di Dio anche quello di Grenouille è macchiato da dall’infelicità, che nasce da ogni possesso imperfetto. La meschinità del caso ha infatti voluto che Jean-Baptiste possedesse tutti gli odori del mondo, eccetto il proprio. Questa mancanza è il motore di una lunga ricerca attraverso le verità carnali che i profumi nascondono.

Süskind ci ricorda che ogni peccato ha un odore oltre che una forma e un sapore. Ma ci rammenta anche che la letteratura è fatta di sensi perché è scritta dall’uomo per l’uomo. Inseguire ciò che non possediamo è il principio di ogni desiderio ma se, come per Grenouille, ciò che non possediamo è noi stessi allora entriamo nella morte. Ed è proprio con la morte che si conclude questa storia.

Inserito da:

Giorgio Diaferia

Medico specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione,è direttore Sanitario del Centro di Medicina Preventiva e dello Sport del SUISM-Università di Torino. E' docente a contratto in Medicina dello Sport Università di Torino. Dirige lo Stabilimento di Cure Fisiche del CMP e dello Sport del SUISM-UniTo E' medico di medicina generale e giornalista pubblicista.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo di posta elettronica non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono segnalati con *