A Pietro Grasso l’Accademico d’Onore

A Pietro Grasso l’Accademico d’Onore

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Federico Cuomo |

Questa mattina, nel Salone dell’Accademia delle Belle Arti, il Presidente del Senato Pietro Grasso ha ricevuto l’onorificenza di Accademico d’Onore, in omaggio alla carriera e all’impegno dedicato alla lotta alla criminalità organizzata.

Alla celebrazione del titolo ad honorem, conferito per volere del Consiglio Accademico, hanno partecipato il Presidente dell’Accademia Fiorenzo Alfieri, il Direttore Salvo Bitonti e il Procuratore Capo di Torino Armando Spataro, che hanno voluto ripercorrere le tappe e le motivazioni che hanno portato all’importante riconoscimento.
Entrato in magistratura nel 1969, nel 1983 Grasso diviene consulente nella Commissione parlamentare Antimafia, prima di essere nominato nel 2005 Procuratore Nazionale, passando per i maxiprocessi contro la mafia degli anni’90.  Una vita trascorsa all’insegna della legalità, così come ha voluto sottolineare l’amico ed ex collega Spataro, che ha ribadito come Grasso sia riuscito a rimanere “giudice” anche dopo la nomina alla Presidenza del Senato, mantenendosi fedele ai valori che lo hanno sempre contraddistinto in ambito giuridico.
grasso
Lo stesso Procuratore ha poi puntato il dito contro chi, come il Ministro degli Esteri Angelino Alfano, mette in dubbio la rilevanza e l’autonomia del potere giudiziario al giorno d’oggi, senza considerarne la necessità e il ruolo fondamentale all’interno della Repubblica. Proprio il senso della giustizia e il coraggio dimostrati, uniti a una particolare sensibilità per il tema della cultura e dell’arte sono state le motivazioni che, secondo Alfieri e Bitonti, hanno reso possibile e significativa l’onorificenza, non solo come semplice rituale simbolico, ma come una vera e propria occasione di confronto. Il tema della legalità si è così intrecciato a quello dell’arte, in un clima di rara commozione, reso ancor più toccante dal prossimo venticinquesimo anniversario della strage di Capaci, dove il 23 maggio 1992 Giovanni Falcone perse la vita assieme alla moglie e a tre agenti della scorta. Un’emozione che non ha risparmiato neppure lo stesso Presidente Grasso che, visibilmente commosso, ha tenuto a evidenziare come il fenomeno mafioso non debba essere considerato sconfitto soltanto perché meno visibile, ma debba continuare a essere combattuto partendo dai contesti dove continua a trarre risorse, come la gestione e lo sfruttamento dei flussi migratori. Proprio in questi giorni infatti è stata aperta un’inchiesta sulla gestione dei migranti in uno dei centri di accoglienza più importanti della Calabria, probabilmente indirizzata a rimpolpare le casse di cosche malavitose legate alla ‘ndrangheta. Così scende in campo ancora una volta la magistratura, spesso ingiustamente bistrattata e accusata, per raccogliere i cocci e scoprire le trame mafiose, con la certezza però di avere un’arma in più al proprio fianco, grazie all’esperienza di un giudice che oggi è Presidente del Senato.

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Giorgio Diaferia

Medico specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione,è direttore Sanitario del Centro di Medicina Preventiva e dello Sport del SUISM-Università di Torino. E' docente a contratto in Medicina dello Sport Università di Torino. Dirige lo Stabilimento di Cure Fisiche del CMP e dello Sport del SUISM-UniTo E' medico di medicina generale e giornalista pubblicista.

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