Salone Off 2017, una nuova era

Salone Off 2017, una nuova era

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Nell’anno in cui compie il suo trentesimo compleanno il Salone del Libro di Torino si rigenera anche grazie al Salone Off

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Antonella Frontani | 
Il 30° Salone Internazionale del Libro di Torino oggi ha presentato il calendario del Salone Off 2017.

Sarebbe interminabile l’elenco dei 500 appuntamenti, tutti gratuiti, che in un periodo di 20 giorni, in 250 luoghi sparsi nell’ambito della Città Metropolitana e di 4 comuni del Piemonte ( Alessandria, Asti, Fossano e Saluzzo), porteranno libri, autori e spettacoli fuori dai padiglioni fieristici del Lingotto.

Lunghissimo anche l’elenco delle collaborazioni, istituzionali e non, che si metteranno a disposizione per l’evento nonché il numero interminabile di sponsor, grandi e piccoli.

Tutte informazioni reperibili ovunque e da giornali di ben più corposa  tiratura.

Trascurato, dunque, il pozzo di notizie cui ognuno potrà facilmente accedere, ciò che ha catturato la mia attenzione nel corso dell’affollatissima conferenza nei locali di Open Incet è stato lo spirito  corale di cui sarà permeato il Salone quest’anno.

Forse spinto dalla spinosa conflittualità con la fiera di Milano, il Salone  sembra aver  sfoderato una gioiosa forza di coesione tra tutte le risorse intellettive della città, lanciando l’invito a “superare il confine” e ad intraprendere quel viaggio esistenziale che Luis Sepulveda descriveva così: ” Viaggiare è camminare verso l’orizzonte, incontrare l’altro, conoscere, scoprire e tornare più ricchi di quando si era iniziato il cammino”.

Ecco che il territorio, con il suo tessuto umano fatto di esperienze e narrazioni, diventa il percorso ideale di un salone illuminato: biblioteche, librerie, teatri, ex fabbriche, circoli, locali, strade, piazze, mercati, case di quartiere, musei, ospedali, centri giovanili, caffè, gallerie, esercizi commerciali, botteghe, mercati, parchi, giardini, carceri e perfino il cimitero sono i luoghi in cui  il Salone Off organizzerà incontri, reading, spettacoli teatrali, concerti, proiezione di film, dialoghi, scambi di libri, letture, seminari, dibattiti, mostre degustazioni, canti, workshop e tanto altro.

Si percepiva l’attenzione dedicata al mondo della poesia, del cinema e del teatro, materia che spesso ha attinto dai libri suggerendo capolavori della storia.

Si sentiva il fervore per lo spazio creato per i laboratori di formazione cui anelano i ragazzi  e di ricerca delle idee che pullulano nelle loro menti.

Si sentiva la curiosità per la “città dei sapori”, quella città  ricca di eccellenze che sta guadagnando un ruolo sempre più internazionale.

Io ho percepito un’atmosfera di frenesia e ardore come se una nuova era sia iniziata per il vecchio Salone.

Inserito da:

Giorgio Diaferia

Medico specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione,è direttore Sanitario del Centro di Medicina Preventiva e dello Sport del SUISM-Università di Torino. E' docente a contratto in Medicina dello Sport Università di Torino. Dirige lo Stabilimento di Cure Fisiche del CMP e dello Sport del SUISM-UniTo E' medico di medicina generale e giornalista pubblicista.

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