5 Luglio Manifestazione STOP CETA

5 Luglio Manifestazione STOP CETA

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Il 5 Luglio si terrà davanti a Montecitorio una Manifestazione per dire No al CETA, l’accordo commerciale tra Unione Europea e Canada.

I negoziati che hanno portato al CETA sono durati cinque anni, dal 2009 al 2014;[1] gli Stati dell’UE e i membri del Parlamento europeo hanno ricevuto il 5 agosto 2014 il testo completo, che è stato quindi reso pubblico in un summit UE-Canada il 26 agosto successivo.[2] Il 29 febbraio 2016 la Commissione europea e il Canada hanno annunciato di aver terminato la revisione legale della versione originale, in inglese, dell’accordo,[2] che è stato quindi firmato a Bruxelles il 30 ottobre 2016.[3]

Per l’Unione europea il trattato è stato approvato dal Parlamento europeo il 15 febbraio 2017, con 408 voti favorevoli, 254 contrari e 33 astenuti;[4] hanno votato a favore i tre principali gruppi (PPE, Socialisti e Democratici e ALDE) e i Conservatori,[1][3] mentre hanno votato contro l’Europa delle Nazioni e della Libertà, l’Europa della Libertà e della Democrazia Diretta, oltre a Verdi, Sinistra Europea e alcuni parlamentari dei S&D.[1][3]

Se anche il parlamento canadese lo approverà,[3] Il CETA entrerà in vigore il 1º luglio 2017,[5] inizialmente – in maniera provvisoria – solo nelle sue parti fondamentali.[3][6] Come stabilito infatti il 5 luglio 2016 dalla Commissione europea, si tratta di un cosiddetto mixed agreement,[6] e deve essere comunque ratificato dai parlamenti nazionali dei 28 Stati membri e di alcuni regionali, per un totale di 38 assemblee. Se anche un solo parlamento nazionale o regionale dell’UE bocciasse l’accordo, l’applicazione definitiva del CETA non sarà più possibile e – di conseguenza – il trattato non potrà più entrare in vigore.[3]

Il principale effetto del CETA sarà l’eliminazione di gran parte delle tariffe doganali tra Unione europea e Canada[1] (circa il 98% delle barriere tariffarie tra le parti[2]).

Tra le altre disposizioni previste, ci sono:

  • la possibilità per le imprese europee e canadesi di partecipare alle rispettive gare di appalto pubbliche;[1]
  • il riconoscimento reciproco di alcune professioni, come architetto, ingegnere e commercialista;[4]
  • l’adeguamento del Canada alle norme europee in materia di diritto d’autore;[4]
  • la tutela del marchio di alcuni prodotti agricoli e alimentari tipici (clausola fortemente richiesta dagli agricoltori europei e una delle parti più lunghe e difficili del negoziato).[1](Fonte Wikipedia)

Tra i contrari alla ratifica dell’accordo la Coldiretti che con il suo Presidente Roberto Moncalvo ha dichiarato:”Un grande regalo alle grandi lobby industriali che nell’alimentare puntano all’omologazione e al livellamento verso il basso della qualità. Solo per fare un esempio – continua Moncalvo – i produttori canadesi potranno utilizzare il termine Parmesan, ma anche produrre e vendere Gorgonzola, Asiago e Fontina, mantenendo una situazione di ambiguità che rende difficile ai consumatori distinguere il prodotto originale ottenuto nel rispetto di un preciso disciplinare di produzione dall’imitazione di bassa qualità.

Inserito da:

Giorgio Diaferia

Medico specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione,è direttore Sanitario del Centro di Medicina Preventiva e dello Sport del SUISM-Università di Torino. E' docente a contratto in Medicina dello Sport Università di Torino. Dirige lo Stabilimento di Cure Fisiche del CMP e dello Sport del SUISM-UniTo E' medico di medicina generale e giornalista pubblicista.

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