Downsizing: se ne parlerà a lungo

Downsizing: se ne parlerà a lungo

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di Antonella Frontani

Il film di Alexandr Payne apre la  74^ edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Elogi e critiche ad un’opera che esorta alla riflessione.

Alexander Payne e Matt Damon

Un gruppo di scienziati lavora ad un’intuizione che si trasforma in realtà: la possibilità di ottenere la riduzione molecolare di un corpo offrendo all’uomo l’alternativa di essere ridotto all’altezza di 12 centimetri. Ciò comporterebbe una diminuzione di consumi, costi e  produzione rifiuti, una soluzione per la salvaguardia del globo e la realizzazione di un sogno: diventare improvvisamente ricchi in un mondo ridotto ai minimi termini, dove i propri risparmi decuplicano il loro valore.

La settantaquattresima edizione della Mostra del Cinema di Venezia si apre con un film di fantascienza di Alexander Payne, regista  e sceneggiatore statunitense, due volte premio oscar, artista dotato di un satirico senso dello humor, attento osservatore dei vizi e delle virtù della società americana.

La prima parte del film mantiene un carattere ironico, incentrato sulla tentazione umana di migliorare il proprio livello qualitativo di vita, al di là delle buone intenzioni ambientaliste. Qui la pellicola mantiene un tono intrigante, divertente in cui Christofer Waltz la fa da padrone con il suo humor irresistibile. Più tardi la narrazione  si fa più seria, e un po’ più lenta,  sviluppando una riflessione sulle sorti di un pianeta bistrattato dalle cattive pratiche umane.

Si tratta di una grande film di cui si parlerà a lungo e che fomenterà dibattiti e opinioni assolvendo, dunque, alla fondamentale, indiscutibile azione che il cinema deve svolgere: la riflessione.

Matt Damon è un professionista di indubbia bravura che ha saputo assecondare il suo personaggio disorientato da speranza e illusione, solitudine e fanatismo, paura e superficialità.

Il personaggio più riuscito, però, è Gong Jiang interpretata da Hong Chau, artista non ancora nota al pubblico cinèfilo che ha saputo vestire i difficili panni di un personaggio fuori dalla retorica e dalla banalità, interpretando la tenerezza lontana dai canoni più scontati. Brava davvero.

Forse il dibattito sul film durerà a lungo ma Alezander Payne è un regista di raffinato talento e Alberto Barbera ha fatto un’ottima scelta. Scioccante ma affascinate il passaggio tra i due film di apertura, da La La Lan a Downsizing e, per questo, Alberto  si conferma una grande direttore artistico.

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Giorgio Diaferia

Medico specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione,è direttore Sanitario del Centro di Medicina Preventiva e dello Sport del SUISM-Università di Torino. E' docente a contratto in Medicina dello Sport Università di Torino. Dirige lo Stabilimento di Cure Fisiche del CMP e dello Sport del SUISM-UniTo E' medico di medicina generale e giornalista pubblicista.

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