Breaking News
14 febbraio 2018 - Pamela:convalida arresti Lucky e Awelina
14 febbraio 2018 - Dell'Utri in ospedale per controlli
14 febbraio 2018 - Hungary submits anti-immigration 'Stop Soros' bill to parliament
14 febbraio 2018 - Juncker, decidere presto su bilancio Ue
14 febbraio 2018 - Berlusconi, Sicilia in agonia, sì Ponte
14 febbraio 2018 - South Korea union says GM plant closure is 'death sentence', threatens strike
14 febbraio 2018 - Berlusconi, tassa successione è immorale
14 febbraio 2018 - Exclusive: Dozens of refugee resettlement offices to close as Trump downsizes program
14 febbraio 2018 - Studente prima media picchia la prof
14 febbraio 2018 - Tagli al bisfenolo A in Gazzetta Ue
14 febbraio 2018 - In Trump’s first year, U.S. agency doubles solar investments abroad
14 febbraio 2018 - Embraco: Calenda chiede chiarimenti a Ue
14 febbraio 2018 - Di Maio a Mef, su fondo pmi oltre 23 mln
14 febbraio 2018 - U.S. inflation test looms large, dollar falls
14 febbraio 2018 - Renzi, non votate quelli di "spread tax"
14 febbraio 2018 - Di Maio, su rimborsi sbagliato fidarmi
14 febbraio 2018 - South African police raid Gupta home, pressure cranks up on Zuma
14 febbraio 2018 - Economia: ISTAT, NEL 2017 PIL +1,5%
14 febbraio 2018 - Istat, pil Italia 2017 +1,4%
14 febbraio 2018 - Israel's Netanyahu says government coalition remains stable
14 febbraio 2018 - Sport: LEBRON JAMES TRASCINA I CAVS, HARDEN I ROCKETS
14 febbraio 2018 - Sport: PELLEGRINO "ARGENTO DA OUTSIDER E NON FINISCE QUI"
14 febbraio 2018 - Walmart goes to the cloud to close gap with Amazon
14 febbraio 2018 - South Korea union says GM plant closure move is 'death sentence', threatens strike
14 febbraio 2018 - Germania: Pil IV trimestre +0,6%
Monastero di san Biagio, fantastico luogo fuori dal mondo

Monastero di san Biagio, fantastico luogo fuori dal mondo

Share

di Antonella Frontami

Il flauto di Yuri Guccione rappresenta  un  altro successo del festival di musica classica che si tiene nel Monastero di San Biagio.

Yuri Guccione è un flautista dal tocco magico, ma si definisce ancora uno studente della musica.

Il concerto in duo con Giovanna Di Lecce è stato bello fino alla commozione, ma il suo racconto è privo di autoelogi, di affermazioni assertive, di intemperanze giovanili che sarebbero giustificate, dato il livello di tecnica raggiunto.

E’ un artista talentuoso ed equilibrato seppur giovane.

I  suoi genitori  sono autentici appassionati di musica, ma la dedizione al flauto è nata da uno  spirito indipendente, lontano dalla coercizione. Non è stato costretto a suonare, ha iniziato a farlo solo quando l’ha percepita come una scelta personale.

Voleva sentirsi libero di scegliere la musica, di studiarla, di suonarla e di sperimentarla. Dal suo racconto emerge chiaramente lo spazio aperto entro il quale si muove dentro di sé e l’entusiasmo che anima ogni parola, ogni gesto che l’accompagna.

 

Quanto rigore è necessario per raggiungere un così alto livello tecnico alla tua giovane età?

 

Molta. E’ un concentrato di metodo e concentrazione, non si può prescindere.

A qualsiasi età, ma soprattutto se giovani, gli stimoli e le distrazioni esterne possono essere molte e la difficoltà sta nel contenere al massimo l’irruenza di media e social network. Non si può studiare con il cellulare a portata di mano…

 

Nonostante l’età hai già collaborato all’interno di un’orchestra prestigiosa come l’Orchestra Verdi. Che tipo di esperienza è stata?

 

Un’esperienza bellissima pur avendo partecipato solo come “terzo flauto”.

L’orchestra è un mondo affascinante e molto difficile all’interno del quale si sviluppano salde gerarchie che vanno rispettate. Non si può subentrare con superficialità perché sarebbe un fallimento ma quando riesci ad entrare rispettando le regole, suonare diventa magia.

 

Magia?

 

Sì, esattamente. Suonare in un organico di professionisti ti da la sensazione di intraprendere un lungo viaggio interiore che ha per meta l’anima.

Pensa che due mesi fa ho avuto la fortuna di sentire un concerto dei Berliner Philharmoniker diretti dal Maestro Gustavo Dudamel: ero incantato! Stavo ascoltando ottanta elementi che suonavano in perfetta armonia. Una perfezione quasi ascetica…

 

A proposito della capacità di trasmettere, come arrivare al cuore del pubblico?

 

Con il cuore, ovviamente. Tanta tecnica, disciplina, metodo e, inesorabilmente, cuore.

Ogni musicista e direttore d’orchestra ha un margine per affermare la propria interpretazione, nel rispetto della partitura, ma nessun messaggio può arrivare se non parte dal cuore.

 

Quanto conta, per il pubblico, la conoscenza della musica rispetto all’ascolto?

 

Relativamente. Ognuno di noi conserva in sé un musicista in grado di godere della bellezza della musica, pur non essendo particolarmente esperto. Indubbiamente, è molto importante aiutare l’ascolto attraverso la narrazione delle opere e dei suoi compositori.

Lo ritengo un dovere dei musicisti che devono fare il possibile per accorciare le distanze tra pubblico e musica.

 

In un mondo dominato dalla velocità la musica chiede tempi lunghi per studio e concentrazione…

 

Soprattuto per me che sono pigro e riflessivo. I tempi attuali impongono ritmi disumani che ostacolano lo studio, la concentrazione e l’approfondimento. Siamo costretti a spostamenti veloci e continui e a collegamenti virtuali ma la professione insegna a convivere con questa velocità.

Bisognerebbe trovare un luogo che diventi rifugio per il raccoglimento. Come diceva Debussy un luogo che sia “ovunque, ma fuori dal mondo”.

 

Quali sono i confini del tuo mondo musicale?

 

Sono sedotto dalla musica in tutte le sue declinazioni. La musica contemporanea mi affascina per la possibilità infinita di sperimentazione oltre i canoni a cui siamo abituati.

La musica pop è interessante perché è un mondo semplificato che può contenere in se molte strade che conducono alla classica.

L’importante, per me, è carpire l’eccellenza in ogni espressione musicale.

 

E’ stata la tua prima partecipazione al Festival di San Biagio? Cosa ti ha lasciato questa esperienza?

 

E’ stata una esperienza unica. Il monastero è un luogo che emana un senso di religiosità che sfiora quasi l’ascetismo. La direzione artistica del festival asseconda quest’atmosfera favorendo un’accoglienza votata all’anima quanto la prestazione artistica.

Mi piacerebbe tornare in questo luogo che mi fa sentire “fuori dal mondo”…

 

Ci salutiamo dopo una lunga, profonda chiacchierata che ha fatto bene ad entrambi. Mentre lo vedo andare via  mi sembra di immaginare la lunga carriera che lo aspetta.

 

 

 

 

Inserito da:

Giorgio Diaferia

Medico specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione,è direttore Sanitario del Centro di Medicina Preventiva e dello Sport del SUISM-Università di Torino. E' docente a contratto in Medicina dello Sport Università di Torino. Dirige lo Stabilimento di Cure Fisiche del CMP e dello Sport del SUISM-UniTo E' medico di medicina generale e giornalista pubblicista.

1 Commento

  1. Lorenza Marelli 20 ottobre 2017 at 3:56

    Bella intervista, complimenti anche alla giornalista che ha saputo tradurre in modo toccante le pieghe dell’animo di questo giovane musicista.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo di posta elettronica non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono segnalati con *