Incendi in Piemonte, primi effetti sull’aria di Torino

Incendi in Piemonte, primi effetti sull’aria di Torino

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JB | Migliaia di ettari di bosco sono già bruciati e il fronte delle fiamme ha raggiunto un’estensione di alcune decine di chilometri. La situazione degli incendi in provincia di Torino, tra Pinerolose e Valle di Susa, ha assunto proporzioni critiche. Il fumo ha saturato l’aria delle vallate e da venerdì mattina è calato anche su Torino. Secondo le rilevazioni di Arpa il livello delle polveri sottili in città è quattro volte oltre i limiti. In montagna si lavora per isolare gli incendi, cercando di tenere i focolai lontano da case e infrastrutture. In due settimane di emergenza sono state impiegate più di duemila persone, tra vigili del fuoco, protezione civile e volontari del corpo antincendi. Il personale è stato costantemente impegnato su tre turni, giorno e notte. Le fiamme, però, non sono ancora state domate: nella notte di venerdì sopra il centro abitato di Mompantero tre squadre di vigili del fuoco sono rimaste isolate e circondate dalle fiamme.

La situazione non sembra destinata a migliorare, almeno non in tempi brevi. Il meteo non cambierà fino ai primi giorni della prossima settimana: dunque nessuna precipitazione e vento caldo, che rischia di alimentare gli incendi. A complicare la situazione anche il sospetto che dietro alcuni focolai ci sia la mano dei piromani. Una eventualità che ha spinto i responsabili della Protezione civile a chiedere l’intervento dell’esercito, per presidiare il territorio.

Intanto il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino ha formalizzato la procedura per richiedere lo stato di calamità: «non si vede un miglioramento significativo delle condizioni e resta lo stato di massima allerta -ha spiegato Chiamparino- una situazione che rende necessario mantenere la massima presenza di mezzi e persone». Sono state anche autorizzate le spese necessarie per garantire il noleggio e l’impiego di canadair, elicotteri e mezzi di contrasto dei roghi.

Preoccupa la qualità dell’aria che si respira nelle zone colpite dagli incendi e nei territori vicini. Le analisi effettuate da ARPA e ASL per monitorare la presenza degli inquinanti atmosferici escludono -al momento- rischi per la salute. Il principale aspetto negativo è comunque rappresentato dal fumo e dalle polveri sottili: il fumo è costituito principalmente da anidride carbonica e da vapore acqueo, ma le rilevazioni effettuate in queste ore ricercano anche altre sostanze presenti in concentrazioni minori quali i VOC (composti organici volatili), l’acido cianidrico, il metano, il cloro, l’ammoniaca ed il monossido di carbonio.

Ancora Chiamparino: «quando bruciano boschi su aree così vaste gli effetti sull’aria si sentono e provocano sensazioni sgradevoli e comprensibili preoccupazioni nella popolazione. Ma l’Arpa sta monitorando la situazione, e dal momento che brucia materiale vegetale non c’è propagazione di sostanze tossiche. Non sottovalutiamo gli effetti, ma il monitoraggio è attivo e costante». Intanto l’ASL TO3, pur ribadendo l’assenza di rischi per la salute, a scopo precauzionale invita tutti a rimanere al chiuso, a evitare attività fisica all’aperto e a ridurre l’uso di autoveicoli agli spostamenti indispensabili. Consigli che valgono soprattutto per chi già soffre di malattie respiratorie e allergie. (Leggi qui il comunicato di ASL TO3)

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JB

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