Cambiamenti climatici, perché negarli?

Cambiamenti climatici, perché negarli?

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Deborah Pedone | Contrariamente a quanto dimostrato da modelli fisici e matematici e dai dati raccolti negli ultimi anni, sono ancora in molti a negare l’esistenza dei cambiamenti cimatici. Gente comune e personalità pubbliche, tra le quali si annoverano anche esponenti politici e membri di governi ed esecutivi. L’ultimo a professare in pubblico il suo scetticismo è stato Lord Nigel Lawson, Barone di Blaby, ex cancelliere britannico ed esponente del partito Conservatore. Lord Lawson, noto negazionista dei cambiamenti climatici, ha difeso le sue convinzioni durante la diretta di Today, programma radiofonico di punta di Radio 4.

«È un fatto che, negli ultimi 10 anni la temperatura globale non sia aumentata, anzi è diminuita» ha sostenuto Lawson, sminuendo i dati e il lavoro di scienziati e ricercatori. Non è però il primo a sollevare dubbi sul riscaldamento globale: prima di lui Donald Trump aveva già criticato le politiche di salvaguardia ambientale, dichiarandole dannose per l’economia americana e ritirando la ratifica statunitense agli Accordi sul Clima di Parigi, firmati nel 2015 dal presidente Obama.

Le affermazioni di Lawson sono state smentite dal Met Office, agenzia meteorologica e climatica del Regno Unito e anche la Global Warming Policy Foundation, il gruppo di ricerca presieduto dallo stesso Lord Lawson, ha dovuto ammettere l’inesattezza delle dichiarazioni.

Un duro colpo anche per la BBC. Accusata di aver dato spazio a informazioni non controllate, si è difesa definendo la propria posizione imparziale: la voce fuori dal coro di Lawson sarebbe, infatti, un modo come un altro di dare spazio a tutti. La risposta, però, non ha convinto: in molti si sono rivolti all’atra voce autorevole dell’informazione inglese, i quotidiano The Guardian. Una vera “controcampagna stampa” che ha costretto la BBC a presentare pubbliche scuse, riconoscendo di essere caduta in errore.

Argomenti delicati come i cambiamenti climatici e il riscaldamento globale trattati alla stregua di discussioni “da bar”: è stata questa la sensazione degli ascoltatori di Today. Non è possibile dare spazio a notizie non verificate, a dati non ufficiali e facilmente confutabili. Abbiamo tutti il diritto a essere informati correttamente, soprattutto quando è il servizio pubblico (italiano, come inglese o di qualsiasi altro paese) a essere chiamato in causa.

Laggi l’articolo sull’edizione on line di The Guardian

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