L’Italia e la Sinistra dopo il voto del 4 marzo

L’Italia e la Sinistra dopo il voto del 4 marzo

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Deborah Pedone, Simone Panero | Lo scorso 22 gennaio, presso Casa Slurp, si è tenuto il dibattito politico sulle sorti della Sinistra e del Centro-Sinistra in Italia dopo il voto del 4 marzo 2018. Dopo un periodo di inattività, l’associazione Torino Viva ha organizzato l’evento per dare ai cittadini un accesso diretto e più consapevole sul futuro del nostro paese.

Ha mediato il direttore di Ecograffi, nonché Presidente di Torino Viva, Giorgio Diaferia. Che Italia sarà dopo il voto del 4 marzo? Hanno provato a dare una risposta Roberto Placido (Liberi Uguali), Igor Boni (Radicali Italiani), Paola Francone (Civica e Popolare) e Giusi La Ganga (PD). I quattro relatori hanno discusso i programmi dei partiti a cui fanno capo, mettendo in evidenza le loro forze, non tralasciando, però, le debolezze della Sinistra da rafforzare e migliorare. I sondaggi, infatti, mettono in luce una forte perdita di elettori a Sinistra, la quale potrebbe ottenere solo il 24% di voti.

«Sono due anni che critico la politica renziana, adesso mi tocca difendere il mio partito alle elezioni, può sembrare una contraddizione ma così non è – afferma Giusi La Ganga, e continua: È un grande errore far coincidere un partito con una persona, un partito ha la sua storia ed i suoi ideali». Il programma è quello di rivendicare ciò che è stato fatto in questi anni andando a correggere ciò che non ha funzionato. Sulle sorti della Sinistra dopo il voto ha le idee chiare: se è vero che stiamo uscendo dalla crisi, gli italiani non se ne sono ancora accorti, in quanto si tratta di un processo a lungo termine. Proprio per questo il paese rischia di precipitare dopo le elezioni, avendo una sinistra dimezzata in parlamento, il M5S che non è una forza di governo e la destra con una maggioranza assoluta che tenterebbe di rivendicare la possibilità di governare. “Assisteremo al suicidio della Sinistra” afferma Roberto Placido, una rovina dettata anche da una politica che lotta aspramente per una disgregazione europea, e una che non lotta nella direzione opposta affinché essa non si verifichi. «Ci siamo andati vicini con le elezioni in Francia, poi in Germania, e soprattutto con la Brexit” –  dichiara Igor Boni, e ancora: “l’Italia è il terzo alleato franco-tedesco. A causa dell’instabilità interna a cui andiamo incontro rischiamo di non aver più nulla da dire all’interno di questa coalizione».

Successivamente sono stati affrontati tre macro-temi importanti per il futuro del nostro paese: l’ambiente e le politiche annesse, il lavoro, l’età e le competenze dei nostri politici. Da troppo tempo nei partiti di Sinistra manca un vero programma sulle politiche ambientali, considerando anche il periodo di continui disastri e nefandezze in cui viviamo. I problemi permangono sui giornali per qualche settimana e poi si dissolvono nel nulla (per esempi la qualità dell’aria a Torino, gli incendi della Val Susa). Risulta troppo netta la differenza di retribuzione minima tra i lavoratori dipendenti e non, per esempio i musicisti non possono contare su alcun sindacato e alle elezioni non possono identificarsi in nessun partito. Questo potrebbe poi essere l’anno dei grandi ritorni, uomini che hanno già dato molto alla politica, non sarebbe meglio affidarsi alle nuove leve?

 

Inserito da:

Giorgio Diaferia

Medico specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione,è direttore Sanitario del Centro di Medicina Preventiva e dello Sport del SUISM-Università di Torino. E' docente a contratto in Medicina dello Sport Università di Torino. Dirige lo Stabilimento di Cure Fisiche del CMP e dello Sport del SUISM-UniTo E' medico di medicina generale e giornalista pubblicista.

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