Si torna a parlare di cancro e ripetitori per telefonia mobile

Si torna a parlare di cancro e ripetitori per telefonia mobile

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GD | Uno studio guidato dall’Istituto Ramazzini di Bologna pone in evidenza l’effetto cancerogeno della esposizione ai campi elettromagnetici generati dai ripetitori utilizzati per la telefonia mobile.

In particolare si è registrato un incremento significativo di rare neoplasie delle cellule nervose, del cuore e un incremento di tumori cerebrali di 2.500 topi posti sotto esposizione per tutta la loro vita e per 19 ore al giorno e poi esaminati.

La pericolosità delle radiofrequenze era già stata sospettata anche dalla IARC che le ha poste nella classe 2B ovvero dei cancerogeni possibili. Le radiazioni in questione sono pari a 1,8 GHz, quindi molto più basse di quelle studiate in precedenti lavori.

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Giorgio Diaferia

Medico specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione,è direttore Sanitario del Centro di Medicina Preventiva e dello Sport del SUISM-Università di Torino. E' docente a contratto in Medicina dello Sport Università di Torino. Dirige lo Stabilimento di Cure Fisiche del CMP e dello Sport del SUISM-UniTo E' medico di medicina generale e giornalista pubblicista.

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