#SalTO18 | Gastronomia, spettacolarizzazione e valori

#SalTO18 | Gastronomia, spettacolarizzazione e valori

Share

Deborah Pedone | La gastronomia, in questi ultimi anni, si è affermata prepotentemente sulla scena, soprattutto grazie a show televisivi e a eventi che hanno coinvolto anche Torino. Da Terra Madre fino al Bocuse D’Or il tema della gastronomia e dell’alimentazione è diventato argomento di comunicazione e di informazione. A dimostrarlo il Festival del Giornalismo Alimentare, giunto quest’anno alla sua terza edizione. E proprio dal giornalismo si può partire per dare alla gastronomia una visione che vada al di là della mera spettacolarizzazione.

Occasione di dialogo è il primo appuntamento, Il futuro rinasce dalla terra organizzato da Repubblica e RFood al Salone del Libro di Torino nello spazio del Caffè Lettarario. Carlo Petrini, ideatore di Slow Food e Terra Madre, ha parlato del concetto di gastronomia insieme al direttore di Repubblica, Mario Calabresi: la spettacolarizzazione è solo una parte, ciò che è davvero rilevante sono i valori che essa porta con sé, il mantenimento e la salvaguardia dei paesaggi, il lavoro per la realizzazione di un prodotto: a contare è dunque la dimensione olistica della gastronomia.

«Con Terra Madre le cose sono cambiate: da ogni parte del mondo si è iniziato a parlare e tutelare la biodiversità. Cambia le carte in tavola perché si comprende, finalmente, che anche nei paesi più poveri si vive il piacere per il cibo, non esiste una gerarchia della gastronomia. Inoltre si prende consapevolezza che temi legati al lavoro, alla difesa della biodiversità e dei paesaggi sono temi trasversali. E’ questa l’avventura che, nata a Torino, ha contribuito a cambiare l’immagine della città. Si può definire la più grande operazione di diplomazia cittadina».

Spiega Petrini, che ha anche rivelato una sorpresa sulla prossima edizione di Terra Madre – Salone del Gusto, recuperando un elemento della tradizione gastronomica piemontese: il barachin. Durante l’evento, che si terrà dal 20 al 24 settembre 2018, infatti, gli chef cucineranno per gli anziani che non possono muoversi di casa e sono soli. Poi, alcuni volontari in bici porteranno loro il barachin pronto. «La gastronomia è anche (e soprattutto) condivisione».

L’idea di questa edizione conciliare i saperi tradizionali delle comunità con quelli accademici delle università, collaborando con docenti provenienti da mille università del mondo, che dialogheranno con contadini e pescatori. L’obiettivo: creare un’università diffusa. «Il concetto cardine è quello di block chain -conclude Petrini- certificare i saperi concedere a tutti l’accesso al sapere. Se da Terra Madre parte questa idea, ne vedremo delle belle in futuro».

Inserito da:

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo di posta elettronica non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono segnalati con *