#SalTO18 | Roberto Saviano dal reale al seriale

#SalTO18 | Roberto Saviano dal reale al seriale

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Deborah Pedone | A partire dagli anni ’80 un nuovo mondo si afferma prepotentemente sul piccolo schermo, le serie tv. Arnold è sicuramente quella che ha più impatto in Italia, trenta minuti giornalieri che stimolano l’immaginario collettivo.

La grande potenza della serialità è proprio quella di avere un obiettivo a volte pedagogico, ma sempre incentrato sulla volontà di distrarre, creare un momento di svago, nella società americana di quegli anni che trovava, in questi brevi momenti, valvole di sfogo dal degrado. La televisione certo non poteva negare questo degrado, la violenza o il dilagare della droga. Ma certamente non poteva affrontarlo, metterlo in scena, poiché tutto ciò avrebbe implicato problemi, soprattutto con il mondo pubblicitario, cui le serie tv sono strettamente legate.

Il tema della serialità è stato trattato in una Lectio Magistralis di Roberto Saviano e Alessandro Cattelan che hanno discusso insieme a Federico Pacifico di come sia cambiata la serialità nel corso dei decenni, e di come Gomorra abbia avuto un notevole impatto sulla serialità non solo italiana, ma anche internazionale.

«Scrivendo Gomorra non ci aspettavamo tutto questo successo. Quando qualcuno guarda il tuo prodotto, entri a far parte della sua vita. Mi capita che mi fermino per strada e mi chiedano come va a fine la storia; io mi domando come mai questo accada, poi mi rispondo che è normale perché tutte le sere abbiamo cenato insieme, ho passato la serata con loro, mentre guardavano la puntata» ha spiegato Saviano, colpito dall’effetto che Gomorra ha avuto sul pubblico. «Il meccanismo del seriale, basato sulla valanga di ore che ci tiene incollati allo schermo, funziona bene solo se ti nutre. Puntare solo sull’emotività dello spettatore alla fine lo sfinisce».

Il punto di svolta, messo in scena da Gomorra, per la prima volta, è stato il racconto documentaristico: sul denaro, sulla società. Se i personaggi sono inventati, non lo è il contesto, lo sfondo su cui si muovono. Il mondo americano ha da sempre esportato un determinato schema, impostosi come qualcosa da cui non ci si poteva svincolare. Gomorra si cimenta in questo tentativo e lo fa con la quotidianità degli abiti dei personaggi, degli spazi e soprattutto con l’assenza del Bene, cruciale di ogni prodotto audiovisivo americano.

«Si deve intrattenere, non solo emozionare» continua Saviano, analizzando il suo successo seriale, «è importante avvicinarsi al male, identificarsi con esso per poterlo studiare e comprendere.” La serie, oggi, deve raccontare la realtà, quello che non si ha più il tempo di studiare e nemmeno il tempo di ricordare. E’ questo il vero segreto per il successo».

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