Mangiasano e Sicurezza alimentare | I metalli contaminanti del cibo

Mangiasano e Sicurezza alimentare | I metalli contaminanti del cibo

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Il cibo che noi mangiamo oltre che buono deve essere genuino e sicuro, privo di pericolosi e subdoli contaminanti. I metalli come l’arsenico, il cadmio, il piombo e il mercurio sono composti chimici che esistono in natura e che possono trovarsi nell’ambiente a varie concentrazioni, ad esempio nel terreno, nell’acqua e nell’atmosfera. I metalli pesanti nei cibi sono, ad esempio, ferro, zinco, cadmio, alluminio, mercurio, arsenico, cobalto e piombo.

Quando si parla di pericoli legati al cibo che consumiamo, l’attenzione deve poi anche essere rivolta a come avvengono gli allevamenti degli animali destinati al consumo umano, come vengono trattati i prodotti dell’agricoltura e per entrambi questi mondi, animale e vegetale il sistema intensivo riveste ulteriori rischi.

Non possiamo poi non considerare il rischio legato a contaminazioni da virus,batteri,miceti e muffe, spesso legati al sistema di conservazione e trasporto.

I metalli possono anche trovarsi nei cibi come residui, essendo già presenti nell’ambiente in esito ad attività umane come l’allevamento, l’industria e i gas di scarico di autoveicoli oppure a causa di una contaminazione avvenuta durante la lavorazione e la conservazione degli alimenti.

L’accumulo di queste sostanze nel nostro organismo tramite il cibo e l’acqua può provocare danni gravi alla nostra salute, danni che sono dovuti all’accumulo e quindi non hanno quasi mai un effetto acuto, bensì cronico e quindi più subdolo ma non per questo meno rischioso.

Nichel

Il nichel è un metallo esistente in natura che è presente a volte negli alimenti e nell’acqua per contaminazione dall’ambiente, anche in risultanza di attività umane. Un’esposizione a breve termine (‘acuta’) al nichel provoca reazioni allergiche in alcuni individui, sia per contatto sia per ingestione tramite cibi o acqua che lo contengono. I risultati di studi sugli animali indicano anche i possibili effetti sulla riproduzione e sullo sviluppo derivanti dall’esposizione a lungo termine (‘cronica’) al nichel.

Nell’Unione europea non sono attualmente previsti tenori massimi di nichel negli alimenti. Il nichel nell’acqua potabile destinata al consumo umano e nelle acque minerali naturali non deve superare i 20 microgrammi per litro.

Nel febbraio 2015 l’EFSA ha pubblicato un parere scientifico sui rischi per la salute umana associati al nichel presente nei prodotti alimentari, in particolare nelle verdure, ma anche nell’acqua potabile. L’EFSA ha stabilito un livello di sicurezza, noto come dose giornaliera tollerabile (DGT), di 2,8 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo. Sulla base dei correnti livelli di esposizione medi ed elevati, gli esperti dell’EFSA hanno concluso che l’attuale esposizione alimentare cronica al nichel è motivo di preoccupazione per la popolazione in genere.

Mercurio

Nel gennaio 2015 l’EFSA ha pubblicato un documento scientifico (statement) sui rischi e benefici del consumo di frutti di mare, con particolare riferimento alla presenza di metilmercurio nei cibi. Il modo più efficace per ottenere i benefici per la salute legati al consumo di pesce, riducendo al tempo stesso i rischi posti da un’eccessiva esposizione al metilmercurio, è limitare il consumo delle specie ittiche con elevato contenuto di metilmercurio.

L’EFSA raccomanda ai singoli Stati membri di esaminare i modelli nazionali di consumo di pesce e di valutare il rischio per i vari gruppi della popolazione che superino i livelli di sicurezza per il metilmercurio, mantenendo al tempo stesso i benefici per la salute collegati al consumo di pesce. Ciò vale in particolare per i Paesi in cui le specie di pesci/molluschi con elevato contenuto di mercurio (tra cui il pesce spada, il luccio, il tonno e il nasello) sono consumate con frequenza.

Il documento tiene conto di due precedenti pareri scientifici dell’EFSA che esaminavano, rispettivamente, i rischi del mercurio e del metilmercurio negli alimenti e i benefici per la salute associati al consumo di pesce/molluschi. Nel primo parere si stabiliva una dose settimanale tollerabile (DST) di assunzione per il metilmercurio pari a 1,3 microgrammi per kg di peso corporeo; nel secondo si raccomandava un consumo settimanale di pesce compreso tra 1-2 porzioni e 3-4 porzioni per ottenere benefici sulla salute quali, rispettivamente, un migliore sviluppo neurologico nei bambini e una riduzione del rischio di coronaropatie negli adulti.(Fonte EFSA)

Metalli: limiti massimi assumibili per chilogrammo di peso corporeo.
  • Alluminio. — Arsenico. 0,015. JECFA 1988. Cadmio. …
  • Cromo trivalente. 0,35-1,4. National Accademy of Science Washington, 1993. Rame. 3,5. JECFA 1993. …
  • Mercurio. 0,005. FAO/OMS (JECFA 1993) Manganese. 1,17. CSAU (Comitato Scient. …
  • Selenio. 0,007. UE 1992. Stagno. JECFA.

La stragrande maggioranza di metalli pesanti nei cibi è determinata dalle attività dell’uomo e dall’inquinamento da lui prodotto, a partire dai concimi minerali, per finire alle discariche delle industrie metallurgiche e delle miniere.

Il deposito di questi metalli avviene principalmente nel fegato, nei reni e nel cervello.

Per approfondire: https://salutevegetariana.wordpress.com/2017/06/22/metalli-pesanti-nei-cibi-sappiamo-quanti-e-da-dove/

 

 

Inserito da:

Giorgio Diaferia

Medico specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione,è direttore Sanitario del Centro di Medicina Preventiva e dello Sport del SUISM-Università di Torino. E' docente a contratto in Medicina dello Sport Università di Torino. Dirige lo Stabilimento di Cure Fisiche del CMP e dello Sport del SUISM-UniTo E' medico di medicina generale e giornalista pubblicista.

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