Mangiasano, ma mangiamo tutti

Mangiasano, ma mangiamo tutti

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GD | La fame nel Mondo continua a crescere per colpa dei conflitti numerosi e spesso taciuti dalla stampa internazionale e come conseguenza dei cambiamenti climatici, che hanno creato aree desertificate sempre più vaste dove cibo ed acqua non ci sono più. Sono 815 milioni gli affamati, l’11 % della popolazione globale.

La resilienza dei popoli ha superato il limite massimo e le migrazioni per fame e clima ormai sono una costante, anche se in diminuzione in Italia nei primi mesi del 2018. Manca cibo, nonostante se ne produca di più e sempre di più se ne vorrebbe produrre da parte dell’industria alimentare.

Circa 155 milioni di bambini di età inferiore ai cinque anni sono sotto sviluppati (troppo bassi per la loro età), mentre 52 milioni soffrono di deperimento cronico, che significa che il loro peso non è adeguato rispetto alla loro altezza. Occorrerebbero circa 2.000 calorie al giorno per una alimentazione che soddisfi alle esigenze di uno sviluppo armonioso, mentre spesso è una manciata di riso l’unica fonte di cibo.

I dati del rapporto FAO-Ifad-Unicef-Wfp e Who, sono drammatici e con una sola reale spiegazione. I conflitti distruggono aziende produttive agricole, bloccano la circolazione degli alimenti, bloccano assistenza tecnica e sanitaria riportando la situazione economica di paesi già poverissimi a decenni indietro. Ancora e sempre lo Yemen è il capofila della fame del Mondo, seguito da Somalia, Sud Sudan, come a dire che è il Continente Africano il più penalizzato dai conflitti, proprio quello dato in massima crescita di popolazione: 50% in più pari a 2,3 miliardi di persone in più da oggi al 2050.L’indice demografico è in netta ascesa, si attende una popolazione mondiale di 8 miliardi e mezzo di persone entro il 2030, che aumenteranno a 9,8 nel 2050 ed oltre 11 miliardi nel 2100. Per far fronte a questa carenza di cibo e di nutrienti essenziali per la vita, per lo sviluppo delle persone l’industria sta pensando a varie soluzioni quali coltivazioni agricole ogm in grado ad esempio di crescere in assenza quasi di acqua.

Ed ancora proteine da energie rinnovabili, carne da laboratorio, moltiplicazione di albume ed infine gli insetti, ricchi di proteine ed in grado di riprodursi in condizioni di habitat estremamente negativo. Ai conflitti si aggiungono poi gli eventi climatici estremi, divenuti ancora più violenti e frequenti negli ultimi anni, con piogge alluvionali, terremoti, tornadi e siccità estreme. Anche regioni più pacifiche, ma colpite da siccità o da inondazioni legate in parte al fenomeno meteorologico di El Niño, così come dal rallentamento economico globale, hanno visto deteriorarsi la sicurezza alimentare e la nutrizione. Circa 41 milioni di bambini sono invece in sovrappeso, ovvero 1,3 miliardi di persone sono in sovrappeso e 600 milioni sono obese, con altrettanti gravi conseguenze sulla loro salute e costi sanitari elevati. Il rapporto è la prima valutazione globale dell’ONU sulla sicurezza alimentare e sulla nutrizione rilasciata dopo l’adozione dell’Agenda per lo sviluppo sostenibile 2030, che mira a porre fine alla fame e a tutte le forme di malnutrizione entro il 2030 come priorità politica a livello internazionale. Esso identifica i conflitti – sempre più aggravati dal cambiamento climatico – come uno dei fattori chiave dietro il riacutizzarsi della fame e di molte forme di malnutrizione.

“Nel corso degli ultimi dieci anni i conflitti sono aumentati drasticamente e sono diventati più complessi e di difficile risoluzione”, hanno dichiarato nella loro prefazione comune al rapporto i responsabili delle agenzie ONU che lo hanno curato (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO), il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD), il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF), il Programma Alimentare Mondiale (WFP) e ’l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). E hanno fatto notare come alcune delle più alte percentuali di bambini che soffrono la fame e la malnutrizione sono concentrate in zone di conflitto.

“Questo è un campanello d’allarme che non possiamo permetterci di ignorare: non porremo fine alla fame e a tutte le forme di malnutrizione entro il 2030 se non affrontiamo tutti i fattori che minano la sicurezza alimentare e la nutrizione”, hanno affermato. “A tal fine assicurare società pacifiche e inclusive è una condizione necessaria”.

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Alcuni Dati chiave

La fame e la sicurezza alimentare

 

  • Numero complessivo di persone che soffrono la fame nel mondo: 815 milioni, di cui:
  • 520 milioni in Asia
  • 243 milioni in Africa
  • 42 milioni in America Latina e Caraibi
  • Quota della popolazione mondiale che soffre la fame: 11%
  • In Asia: 11,7%
  • In Africa: 20% (nell’Africa orientale, 33,9%)
  • In America Latina e Caraibi: 6,6%

 

Malnutrizione in tutte le sue forme

 

  • Numero di bambini di età inferiore ai 5 anni che soffrono di disturbi della crescita (altezza troppo bassa per la loro età): 155 milioni >> Di questi vivono in paesi colpiti da vari livelli di conflitto: 122 milioni
  • Bambini sotto i 5 anni affetti da deperimento (peso corporeo troppo basso per l’altezza): 52 milioni
  • Numero di adulti obesi: 641 milioni (il 13% di tutti gli adulti del pianeta)
  • Bambini sotto i 5 anni in sovrappeso: 41 milioni
  • Numero di donne in età riproduttiva affette da anemia: 613 milioni (circa il 33% del totale)

 

L’impatto dei conflitti

 

  • Degli 815 milioni di persone che soffrono la fame 489 milioni vivono in paesi colpiti da conflitti
  • La prevalenza della fame nei paesi colpiti dal conflitto è di 1,4 – 4,4 punti percentuali superiore a quella di altri paesi
  • In situazioni di conflitto aggravate da condizioni di fragilità istituzionale e ambientale, la prevalenza è superiore a 11-18 punti percentuali
  • Le persone che vivono in paesi colpiti da una crisi prolungata hanno quasi 2,5 volte maggiori probabilità di essere malnutrite delle persone che vivono altrove.

Nella campagna Mangiasano,  che come ogni anno la Associazione V.A.S. intende affrontare per una corretta, sicura ed equilibrata alimentazione non si poteva dimenticare chi lotta ogni giorno per una manciata di riso e poco di più.

Una dieta  gravemente povera e totalmente insufficiente dal punto di vista nutrizionale, che porta a tassi di malformazioni e mortalità infantile devastanti, legati spesso ad una dissenteria, curabile con pochi farmaci o meglio ancora con una alimentazione corretta e vitaminica.

Mangiasano e ogm free, ma diamo ancora e sempre attenzione a questi cittadini disperati portandogli  il cibo necessario per la loro vita,poichè ancora oggi donare loro alimenti è l’unico vero aiuto concreto fattibile, evitando inoltre che un terzo di tutta la produzione alimentare mondiale venga buttata prima di essere consumata. Ma è la politica che deve intervenire su tutto questo enorme capitolo.

Inserito da:

Giorgio Diaferia

Medico specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione,è direttore Sanitario del Centro di Medicina Preventiva e dello Sport del SUISM-Università di Torino. E' docente a contratto in Medicina dello Sport Università di Torino. Dirige lo Stabilimento di Cure Fisiche del CMP e dello Sport del SUISM-UniTo E' medico di medicina generale e giornalista pubblicista.

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