ProGiReg, Mirafiori cambia volto

ProGiReg, Mirafiori cambia volto

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Federico Cuomo | È stato presentato mercoledì mattina, nella sala Norberto Bobbio, ProGiReg, il progetto europeo che nei prossimi cinque anni porterà soluzioni ambientali innovative all’interno delle aree post-industriali del quartiere Mirafiori Sud.

Grazie al lavoro del Comune, Torino -assieme alle altre tre città capofila (Zagabria, Dortmund e Ningbo)- avrà l’opportunità di investire 895 mila euro per mettere in atto dei test diffusi sul territorio, agendo capillarmente per creare opportunità di crescita e confronto attorno alle tematiche ambientali e alla riconversione degli spazi.

Un’iniziativa che, così come ha ricordato l’assessore Paola Pisano, mira a legare il concetto di innovazione con quello di rigenerazione urbana, portando imprese impegnate in un settore virtuoso a investire in aree che meritano nuovi stimoli sociali ed economici.

Là dove sorgevano le fabbriche di Mirafiori compariranno orti gestiti da sette istituti scolastici della zona. Verrà utilizzato lungo gli argini del Sangone il così detto “nuovo suolo”, un terreno fertile ricavato dalla riconversione di materiale da scavo non contaminato in grado di dare vita a spazi verdi e aree coltivabili. La Bela Rosin, mausoleo neoclassico simbolo del quartiere, vedrà rinnovata la propria vegetazione con nuovi fiori e specie arboree.

E’ inoltre previsto un laboratorio per approfondire il ciclo di vita degli insetti impollinatori e una sperimentazione di acquaponica,  tecnica agricola in grado di eliminare l’utilizzo di fertilizzanti, creando un ciclo nutritivo virtuoso tra pesci e piante. Il tutto sarà portato avanti coinvolgendo le comunità di coltivatori che già da tempo sono attive sulla zona oltre che la Casa nel parco, la fondazione che da più di dieci anni lavora sul territorio mettendo in comunicazione 40 associazioni di quartiere.

Il voler “co-creare” con i cittadini, infatti, sembra essere il vero filo conduttore di un progetto che, seppur non risolverà magicamente i problemi di Mirafiori Sud, potrà senza dubbio rappresentare una spinta verso la sostenibilità oltre che un evidente miglioramento per alcune strutture da tempo abbandonate a se stesse o che da poco sono state riconvertite, come i capannoni TNE che ospiteranno orti verticali.

Un concetto ribadito anche dall’assessore all’Ambiente Alberto Unia, che ha sottolineato come l’intervento si inserisca perfettamente nel quadro delle politiche ambientali intraprese dalla città.

Chissà che un giorno in futuro qualcuno, sentendo nominare Mirafiori, non la riconduca più alle fabbriche dismesse ma al suo verde e alle sue aree dedicate alla condivisione e alla coltura. Un sogno forse, ma da oggi si può sperare.

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