Cibo nell’Antropocene: la commissione EAT- Lancet su diete salutari provenienti da sistemi alimentari sostenibili

Cibo nell’Antropocene: la commissione EAT- Lancet su diete salutari provenienti da sistemi alimentari sostenibili

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Fonte The Lancet

I sistemi alimentari hanno il potenziale per nutrire la salute umana e sostenere la sostenibilità ambientale, tuttavia le nostre attuali traiettorie minacciano entrambi. La commissione EAT- Lancet risponde alla necessità di nutrire una popolazione globale in crescita con una dieta sana, definendo al contempo sistemi alimentari sostenibili che minimizzino i danni al nostro pianeta.

La Commissione descrive quantitativamente una dieta di riferimento salutare universale, basata su un aumento del consumo di cibi sani (come verdure, frutta, cereali integrali, legumi e noci) e una diminuzione del consumo di cibi malsani (come carne rossa, zucchero e grani raffinati) che fornirebbero importanti benefici per la salute e aumenterebbero anche le probabilità di raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile. Ciò è posto sullo sfondo di confini scientifici definiti che garantirebbero uno spazio operativo sicuro all’interno di sei sistemi terrestri, per sostenere un pianeta sano.

La commissione EAT- Lancet è la prima di una serie di iniziative sulla nutrizione condotte da The Lancet nel 2019 e sarà seguita dalla prossima Commissione sulla sindemia globale dell’obesità, della denutrizione e dei cambiamenti climatici. Scopri di più nella nostra Editoriale 

Antropocene è un termine coniato negli anni ottanta dal biologo Eugene F. Stoermer che nel 2000 fu adottato dal Premio Nobel per la chimica Paul Crutzen nel libro Benvenuti nell’Antropocene.[1]

Il termine indica l’epoca geologica attuale, nella quale all’essere umano e alla sua attività sono attribuite le cause principali delle modifiche territoriali, strutturali e climatiche.

Il termine deriva dal greco anthropos, che significa uomo, e almeno inizialmente non sostituiva il termine corrente usato per l’epoca geologica attuale, Olocene, ma serviva semplicemente ad indicare l’impatto che l’Homo sapiens ha sull’equilibrio del pianeta. Tuttavia più recentemente le organizzazioni internazionali dei geologi stanno considerando l’adozione del termine per indicare appunto una nuova epoca geologica in base a precise considerazioni stratigrafiche.(Fonte Wikipedia)

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Giorgio Diaferia

Medico specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione,è direttore Sanitario del Centro di Medicina Preventiva e dello Sport del SUISM-Università di Torino. E' docente a contratto in Medicina dello Sport Università di Torino. Dirige lo Stabilimento di Cure Fisiche del CMP e dello Sport del SUISM-UniTo E' medico di medicina generale e giornalista pubblicista.

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