Gli animali domestici sentinelle dell’inquinamento

Gli animali domestici sentinelle dell’inquinamento

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Alice Bertolini | A Torino si è registrata negli ultimi anni una crescita degli animali da compagnia come i cani. Secondo i dati dell’anagrafe canina gestita dall’AslTo1, nel capoluogo piemontese troviamo un cane ogni dieci abitanti. Possiamo intuire che lo stesso discorso valga per i gatti, anche se a differenza dei cani questi ultimi non vengono registrati all’anagrafe.

Uno studio approfondito delle condizioni di salute dei nostri animali domestici può dirci molto sulla salute di cui godiamo noi cittadini: difatti, questi conducono una vita parallela alla nostra, per la maggior parte della giornata, e vivono pertanto nel nostro stesso ambiente.

Secondo alcuni studi, come quello condotto dalla SIAV, la Società Italiana Agopuntura Veterinaria, la salute degli animali ci dice molto dell’ambiente in cui viviamo, specialmente se si tratta di un ambiente inquinato. Torino rimane una delle città più inquinate d’Italia, se non di tutta Europa.

Non è una novità che la percentuale di polveri sottili e gas tossici nell’aria torinese abbia raggiunto, nel corso degli anni, livelli drammatici. A dircelo è un rapporto dell’ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, che ha individuato nella città uno sforamento per 69 giorni consecutivi nel 2018 del limite di polveri sottili pm10 consentito dalla legge (19%).

L’aria di Torino è composta da gas cancerogeni come l’ozono, il biossido di azoto (emesso dai motori diesel), il biossido di zolfo, il monossido di carbonio (emesso dai motori a benzina, dagli impianti di riscaldamento domestici e dagli impianti industriali). A questi gas estremamente irritanti per le vie respiratorie e nocivi per la salute, si aggiungono le polveri sottili pm10 e pm2.5, minuscole particelle presenti allo stato solido e liquido, prodotte anch’esse dai gas di scarico e dagli impianti industriali.

La percentuale di gas e polveri sottili presenti nell’aria di Torino è estremamente elevata: i livelli di pm10 sono arrivati, nel mese di febbraio, a sforare i 100 μg/m³, portando l’aria a una qualità pessima, secondo il report giornaliero dell’ARPA.

Il comune di Torino prova a abbassare i livelli di inquinamento con il blocco dei veicoli diesel benzina e gpl euro 0 e dei veicoli diesel euro 1, 2 e 3. Nelle situazioni più estreme, quando i livelli di polveri sottili e gas nocivi superano i 50 μg/m³ per più giorni, il blocco riguarda anche i diesel euro 4 e 5. Tuttavia, questi rimedi non sembrano migliorare la qualità dell’aria, o per lo meno non risultano completamente efficienti.

A respirare l’aria di Torino non siamo solo noi cittadini, ma anche i nostri animali domestici: l’impatto che i gas di scarico possono avere sulla salute è anzi molto più evidente in esseri viventi alti quanto i tubi di scarico delle macchine.

Uno studio sostenuto dall’Ordine dei Medici Veterinari di Salerno ha permesso di valutare una correlazione tra le patologie tumorali nei cani e la qualità dell’ambiente circostante. L’Ordine ha stipulato nel 2016 un accordo con il CRIUV, il Centro di Riferimento Regionale per l’Igiene Urbana Veterinaria della Regione Campania e il Dipartimento di Medicina di Napoli per la realizzazione di esami e indagini sulle cause di morte degli animali nella città di Salerno e su una possibile connessione con l’ambiente.

È quindi possibile individuare negli animali domestici determinate patologie causate dalla pessima qualità dell’aria. La salute dei nostri animali costituisce un campanello d’allarme per quanto riguarda l’ambiente in cui viviamo e la salute di cui noi stessi cittadini godiamo. (Per approfondire clicca qui)

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