Economia circolare, il Piemonte accetta la sfida

Economia circolare, il Piemonte accetta la sfida

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Federico Cuomo | In occasione del Festival dello Sviluppo Sostenibile organizzato da ASVIS (Associazione Italiana per lo Sviluppo Sostenibile), in corso dal 21 maggio al 6 giugno, imprese ed enti di ricerca si sono radunati questa mattina al Campus Luigi Einaudi per tirare le fila sullo stato di salute della regione Piemonte nell’ambito dell’economia circolare.

L’evento, organizzato da Unipol Assicurazioni, ha previsto la partecipazione di più enti piemontesi impegnati a vario titolo nell’adozione di buone pratiche legate all’obiettivo 12 dell’agenda ONU sullo sviluppo sostenibile: garantire modelli sostenibili di produzione e consumo.

A inaugurare l’appuntamento è stato il Rettore dell’Università di Torino Gianmaria Ajani che, partendo dalla stima scioccante riguardante la superficie dell’isola di plastica tra California e Hawaii (attestatasi a circa tre volte la Francia), ha posto l’attenzione su due concetti fondamentali per il futuro delle politiche ambientali: consapevolezza e multidiscipilarità. Due campi in cui, come ha tenuto a sottolineare Ajani, l’Università sta lavorando da tempo, formando la consapevolezza e il buon senso degli studenti e sviluppando la ricerca in ottica trasversale e integrata.

Una politica condivisa anche da Unipol Assicurazioni, e in particolare dal Consiglio Regionale Piemontese che, come ha evidenziato il Presidente Massimo Pozzi, mira a fare rete tra gli attori per sostenere lo sviluppo sostenibile delle filiere produttive locali.

Strategie eterogenee, che rientrano a pieno titolo nel campo dell’economia circolare, un concetto che, come ha precisato il coordinatore del Dottorato Innovation for the Circular Economy Francesco Quatraro, spesso viene frainteso e utilizzato in maniera inappropriata. Il Professor Quatraro ha poi evidenziato quali siano i pilastri dell’economia circolare: un mutamento radicale dei processi produttivi e di consumo, una riduzione dei rifiuti e il sostegno di modelli economici in grado di riutilizzare i materiali ad oggi scartati.

Il Professore ha poi spostato la lente di ingrandimento sullo stato di salute del territorio piemontese che, in base al recente Rapporto sull’Economia Circolare in Italia pubblicato dall’Agenzia Nazionale per lo sviluppo economico sostenibile, si profila al di sopra della media nazionale in termini di innovazione ambientale, prendendo in esame criteri quali la quantità di rifiuti riciclati o il tasso di riutilizzo energetico nei processi produttivi.

La parola è poi passata alla Professoressa Debora Fino, del Dipartimento di Scienza Applicata, che ha individuato nel recupero di materia ed energia l’unica strategia possibile per pianificare lo sviluppo sostenibile. Fino ha rimarcato come in questi ambiti sia stato fatto molto negli ultimi tempi, ma ancora troppo poco per garantire prospettive rosee al nostro pianeta. Molteplici gli esempi virtuosi, tra cui emerge il fondo del caffè, adatto come fertilizzante naturale ma anche per la produzione di biogas. Tra i campi promettenti, ma ancora molto indietro, viene evidenziata invece l’energia solare, se rapportata all’enorme potenziale riconosciuto dalla scienza, ad oggi poco sfruttato.

Sfide e scenari verso cui il Piemonte sta lentamente volgendo lo sguardo. La speranza condivisa è che i futuri cittadini di domani possano essere la classe imprenditoriale e scientifica in grado di chiudere il cerchio dell’economia, rivedendo i classici sistemi produttivi, e offrire possibilità di sviluppo sostenibili e meno impattanti a livello ambientale.

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