Sicurezza alimentare e percezione del rischio: nuova indagine EFSA-Eurobarometro

Sicurezza alimentare e percezione del rischio: nuova indagine EFSA-Eurobarometro

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Fonte regione Piemonte

In occasione della prima giornata mondiale sulla sicurezza alimentare è stato pubblicato il report speciale Eurobarometro Wave EB91.3 “Sicurezza alimentare in UE”di Aprile 2019, curato da EFSA.

Tale documento si è occupato di monitorare la percezione del rischio dei cittadini dell’UE, fornendo spunti in termini di:

  • interesse generale degli europei per la sicurezza alimentare (compresi i fattori che influenzano le decisioni relative ai prodotti alimentari, i principali canali di informazione sui rischi legati all’alimentazione, i cambiamenti nel comportamento e le opinioni sulla complessità della comunicazione sui rischi legati all’alimentazione);
  • consapevolezza e percezione del rischio in materia di sicurezza alimentare, fiducia nelle diverse fonti di informazione e comprensione del sistema di sicurezza alimentare dell’UE.

L’argomento dei rischi legati all’alimentazione era già stato esaminato in una precedente indagine speciale Eurobarometro (354) nel 2010, analizzata dal CeIRSA in questo articolo.

Il sondaggio Eurobarometro ha coinvolto 27.655 cittadini europei, di differente età ed estrazione sociale, tra cui 1.022 italiani.

Alla luce del confronto tra la percezione dei rischi alimentari dei cittadini italiani rispetto a quella dei cittadini degli altri Paesi UE, si può concludere che:

  • per gli italiani i fattori più rilevanti nella scelta di un alimento al momento dell’acquisto sono la provenienza, la sicurezza alimentare, il sapore e i valori nutrizionali. Il prezzo riveste minore importanza rispetto alla media europea;
  • come per gli altri europei, la televisione è la principale fonte di informazione in fatto di sicurezza alimentare, seguita in misura minore da quotidiani e riviste, Internet (esclusi i social media), famigliari, amici e conoscenti. Rispetto alla media europea, gli italiani danno più ascolto a medici, specialisti nutrizionisti ed esperti. I social media costituiscono la fonte di informazione in materia di rischi alimentari per 1 italiano su 4;
  • poco più di un terzo degli italiani intervistati ha cambiato, almeno una volta nella vita e per un breve periodo, il proprio comportamento a seguito di informazioni che hanno sentito o letto su un rischio alimentare;
  • poco meno di un terzo degli italiani intervistati ritiene che le informazioni inerenti la sicurezza alimentare siano troppo tecniche e complesse;
  • fra gli italiani vi è una consapevolezza limitata di come funzioni il sistema di sicurezza alimentare dell’UE (es. solo un terzo degli italiani pensa che esistano delle norme in vigore che garantiscono la sicurezza degli alimenti);
  • per gli italiani la fonte di preoccupazione più diffusa legata all’alimentazione sono i residui di antibiotici, ormoni e steroidi nelle carni, l’utilizzo di additivi, come coloranti, conservanti o aromi utilizzati in alimenti o bevande e l’igiene dei prodotti alimentari e gli inquinanti ambientali nei pesci, nella carne e nei prodotti lattiero-caseari. Tali risultati sono sovrapponibili alla media europea, ad eccezione dei residui di antiparassitari negli alimenti, che preoccupano molto meno gli italiani;
  • per quanto riguarda le fonti di informazione sui rischi alimentari, gli italiani si fidano maggiormente di scienziati, associazioni dei consumatori e produttori; rispetto la media europea, gli italiani si fidano in misura maggiore di personaggi famosi, blogger e influencer.

Leggi la sintesi del CeIRSA su Eurobarometro 2019 (dati italiani vs europei)

Leggi Eurobarometro 91.3: Rapporto sulla sicurezza alimentare nell’UE

Leggi la Scheda informativa dell’Italia

Consulta le Mappe delle preoccupazioni in tema di sicurezza alimentare nei Paesi dell’UE

Inserito da:

Giorgio Diaferia

Medico specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione,è direttore Sanitario del Centro di Medicina Preventiva e dello Sport del SUISM-Università di Torino. E' docente a contratto in Medicina dello Sport Università di Torino. Dirige lo Stabilimento di Cure Fisiche del CMP e dello Sport del SUISM-UniTo E' medico di medicina generale e giornalista pubblicista.

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