Telefoni cellulari e salute: il dossier del Ministero

Telefoni cellulari e salute: il dossier del Ministero

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I telefoni cellulari, come altre applicazioni dei campi elettromagnetici a radiofrequenza nel settore delle telecomunicazioni, fanno ormai parte della nostra vita.

Alla fine del 2018 risultano attivi nel mondo più di 10 miliardi di contratti di telefonia mobile e quattro quinti di queste utenze sono localizzate in paesi in via di sviluppo.

Tutti i dispositivi a radiofrequenza, per poter essere immessi sul mercato, devono rispondere ai requisiti di sicurezza basati sulle conoscenze scientifiche più aggiornate e definiti da organizzazioni internazionali di esperti riconosciute dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Il successo commerciale dei telefoni mobili è stato accompagnato, tuttavia, da preoccupazioni riguardo ad effetti negativi sulla salute eventualmente associati al loro utilizzo.

L’OMS ha risposto ai timori sui rischi dei campi elettromagnetici avviando, nel 1996, il Progetto Internazionale Campi Elettromagnetici, orientato a:

  • identificare le lacune conoscitive
  • definire le priorità di ricerca sugli effetti sanitari dell’esposizione a bassi livelli di campi elettromagnetici (inferiori ai livelli consentiti dalle normative)
  • promuovere progetti d’indagine coordinati ed efficienti
  • monitorare gli sviluppi delle conoscenze
  • valutare ed interpretare i risultati della ricerca scientifica e diffonderli all’esterno dei ristretti ambiti tecnici.

Negli ultimi venticinque anni sono stati realizzati molti studi finalizzati a valutare se i telefoni mobili comportino potenziali rischi per la salute.

Ad oggi, secondo l’OMS, non è stato dimostrato alcun effetto sanitario avverso causato dall’uso dei telefoni cellulari, ma ulteriori ricerche sono in corso per colmare residue lacune nelle conoscenze.

In particolare, le evidenze scientifiche attualmente disponibili tendono, nel loro complesso, a deporre contro l’ipotesi che l’uso dei telefoni cellulari comporti un incremento del rischio di tumori intracranici.
Non sono ancora disponibili, o sono molto limitate, osservazioni a distanza superiore a 15 anni dall’inizio dell’uso e per esposizioni iniziate durate l’infanzia e l’adolescenza. Pertanto, in linea con quanto raccomandato dall’OMS, è opportuno proseguire la sorveglianza epidemiologica dell’andamento dei tumori cerebrali nel tempo e gli studi di coorte prospettici attualmente in corso.

Il Ministero della Salute segue con attenzione l’evoluzione delle conoscenze scientifiche, e con questo dossier intende fornire le conoscenze scientifiche più aggiornate sugli eventuali effetti sanitari, dando risposte alle tematiche più frequenti sul rapporto tra telefoni cellulari e salute.

Come funziona un telefono cellulare La normativa sulla sicurezza I livelli di esposizione
I rischi per la salute Gli studi scientifici Classificazione IARC delle radiofrequenze
Tumori cerebrali e telefonia cellulare Stazioni di telefonia mobile e sistemi wi-fi Come ridurre l’esposizione ai campi elettromagnetici
Bambini e telefoni cellulari Dieci buone abitudini

I testi sono tratti dall’allegato al parere della Sezione III del Consiglio Superiore di Sanità del 19 marzo 2013L’aggiornamento di luglio 2019 è a cura della Direzione generale della prevenzione sanitaria, Ufficio 4.

fonte: MINISTERO DELLA SALUTE

Fonte SOS Sanità

Inserito da:

Giorgio Diaferia

Medico specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione,è direttore Sanitario del Centro di Medicina Preventiva e dello Sport del SUISM-Università di Torino. E' docente a contratto in Medicina dello Sport Università di Torino. Dirige lo Stabilimento di Cure Fisiche del CMP e dello Sport del SUISM-UniTo E' medico di medicina generale e giornalista pubblicista.

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