Siamo tutti responsabili: la Terra sta cambiando, noi dobbiamo ascoltarla

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Al convegno di Adaptation per dare una risposta a negazionisti e rassegnati

Greta Arfinetti | La crisi climatica: non esiste, dobbiamo affrontarla o è troppo tardi? In quest’anno di grande attenzione alle questioni ambientali le risposte sono state molteplici. Da un lato c’è chi nega il problema, dall’altro sono in molti che, pur convinti dell’emergenza in atto, aspettano inermi un intervento dall’alto.

Al convegno organizzato da Adaptation, web doc ideato da Marco Merola, affermano con forza una terza possibilità: l’adattamento. La crisi è in atto ma non ci possiamo rassegnare, bensì dobbiamo imparare a mitigare il cambiamento climatico. Se la soglia dell’1,5° prevista dall’Accordo di Parigi non può esser contenuta, tuttavia è necessario ridurre drasticamente le emissioni limitando l’aumento della temperatura globale ai soli 2°.

L’uomo, protagonista e responsabile dell’era geologica che stiamo vivendo, ha il dovere d’intervenire per ideare nuove strategie di convivenza con l’ambiente da lui plasmato. Dal 1750 ad oggi le emissioni di gas serra sono aumentate in maniera esponenziale e in maggior concentrazione negli ultimi quarant’anni: è il nostro stile di vita a dover cambiare, affermano all’unisono gli scienziati. L’elevata frequenza di certi fenomeni, come la perdita della biodiversità e l’innalzamento del livello dei mari, sono il campanello d’allarme del problema ambientale.

Infatti, non solo i livelli marini crescono perché l’acqua, scaldandosi, aumenta il suo volume ma anche perché i ghiacciai, fondendo, immettono acqua dolce nei mari e negli oceani. Esistono però alcuni paesi che hanno investito in nuove strategie di adattamento. L’Olanda ad esempio, un paese che per i due terzi è al di sotto del livello del mare, ha deciso di creare delle dighe “naturali” accumulando il fango dragato dal porto di Rotterdam sulle coste. Con l’aiuto delle maree che spalmano il materiale uniformemente, hanno visto crescere e formarsi una nuova fascia costiera ricca di vegetazione. In questo modo il litorale è stato rinforzato in modo naturale e si dimostra un valido aiuto nella mitigazione di venti e mareggiate.

Tutti dobbiamo imparare a difendere il nostro patrimonio con intelligenza e rispetto della natura, influenzando positivamente la società in cui viviamo.

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Giorgio Diaferia

Medico specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione,è direttore Sanitario del Centro di Medicina Preventiva e dello Sport del SUISM-Università di Torino. E' docente a contratto in Medicina dello Sport Università di Torino. Dirige lo Stabilimento di Cure Fisiche del CMP e dello Sport del SUISM-UniTo E' medico di medicina generale e giornalista pubblicista.

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