Parco della Salute, criticità di un progetto sulla carta

Parco della Salute, criticità di un progetto sulla carta

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Al convegno organizzato da Torino Viva si discutono i progetti della Circoscrizione VIII

Greta Arfinetti | Il Parco della Salute di Torino sarà una delle opere più importanti a livello nazionale. Come già accaduto per la TAV, però, l’informazione per i cittadini rischia di essere pressoché inesistente.

E questo nonostante la Convenzione di Aarhus garantisca il diritto alla trasparenza e alla partecipazione dei cittadini ai processi decisionali di governo locale, nazionale e transfrontaliero concernenti l’ambiente.

Tra le problematiche legate all’opera emergono, innanzitutto, quelle relative agli impatti sulla salute degli abitanti dei quartieri Lingotto e Nizza Millefonti e sugli operatori sanitari. E’ stato dimostrato, infatti, che l’inquinamento sonoro e luminoso, causato dagli attuali cantieri e dal futuro traffico aggiuntivo nell’area ospedaliera, causano disturbi del sonno e problemi di ipertensione.

Esistono poi, anche impatti indiretti sulla popolazione dell’area, come le problematiche legate alla mobilità e ai parcheggi, nonché le difficoltà per i commercianti che da anni vedono i loro negozi oscurati da cantieri e impalcature.

Riccardo Regis, vicepresidente dell’Ordine dei Medici, afferma che da tempo i medici si sono attivati per informare i cittadini e costituire un interlocutore critico per i gestori del progetto: «dopo il tentativo di riorganizzazione del tessuto ospedaliero nel 2014, è nata l’idea del Parco della Salute ma ad oggi, i posti letto previsti saranno decisamente inferiori alle necessità».

Il Parco vuole costituirsi come centro d’eccellenza per ospitare casi di priorità elevata, ma se il resto della rete ospedaliera non sarà restaurata, i disagi per i pazienti di priorità inferiore saranno innumerevoli e rischiosi.

Laura Porporato, consigliere dell’Ordine degli Architetti, afferma l’importanza di una riflessione da parte della committenza sui problemi legati alla mobilità e ai trasporti, nonché ai disagi per i residenti. Soprattutto, dichiara la necessità di studi di fattibilità per consentire un’analisi generale dell’organizzazione dell’area.

Inoltre, la probabile esclusione dell’ospedale Sant’Anna dal Parco sarà un errore che graverà sulla salute di moltissime donne, dal momento che la struttura non dispone di tutta la strumentazione e gli specialisti in grado di trattare gravidanze complicate e numerose patologie femminili.

Bisognerà, dunque, continuare ad approfondire il progetto e le criticità ad esso legate.

Guarda il video del convegno 

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