Medicina del territorio ai tempi dell’emergenza epidemica da Covid19

Medicina del territorio ai tempi dell’emergenza epidemica da Covid19

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80(dato odierno 5.04)) i medici morti per infezione da Coronavirus Covid19 ed il dramma si estende a diverse altre figure di operatori sanitari. Un vero bollettino di guerra!

Oggi vorrei però concentrare la nostra attenzione sul medico di medicina generale che dall’oggi al domani si trova nel mezzo di questa tempesta che è l’epidemia da Covid19 ed a cui non è stato fatto alcun corso di formazione per l’emergenza, non gli viene fornita la necessaria attrezzatura per visitare in studio o a domicilio i suoi pazienti, in sicurezza.

Sarebbe sicuramente istruttivo scoprire, in tempi “normali”, quanti medici di MG effetuino visite domiciliari a casa dei loro assistiti con una qualche minima protezione (mascherine e guanti), mettendo a rischio la loro salute.

Non è solo una loro mancanza, è una mancanza culturale ed una scarsa attenzione del sistema emergenza in Italia verso i MMG. Un sistema emergenza che si fa trovare sempre impreparato e con mezzi  inadeguati perchè rientra in quel macro capitolo che riguarda la Politica di Prevenzione primaria.

Non si spende il dovuto per formare, informare i medici ed i cittadini sulla prevenzione primaria, non si organizzano strumenti per la messa in sicurezza delle persone e del personale sanitario in particolare, che se non  protetto si ammala, divenendo veicolo inconscio di un patogeno, che potrà infettare centinaia di persone ed alla fine uscirà dalla linea di assistenza perchè a sua volta ammalato in modo importante, tanto da rischiare la vita.

La eterna separazione tra medicina Ospedaliera e quella del Territorio in situazioni come questa, esplode anche per l’assenza di strutture di ricovero intermedie (gestibili dalle 2 figure mediche del territorio e dell’Ospedale)  tra l’Ospedale e l’ambulatorio e questi ultimi non sono divenuti dei presidi sanitari territoriali, dotati di infermieri, gruppi di medici e piccole dotazioni di strumentazione diagnostica.

Non si sono spesi i soldi pubblici necessari in questa direzione, permettendo anche una partecipazione del privato al fine di dotarli degli strumenti di visita in sicurezza e di diagnosi necessari.

Esiste invece la paura in molti medici di sbagliare, di fare cose che non dovrebbero farsi o che non gli competono, con il rischio professionale pronto a cadere loro.

La risposta è Programmazione delle Emergenze e la Formazione del personale sanitario di base, per essere sempre pronti nei confronti di eventuali epidemie o eventi naturali catastrofici che sempre più negli ultimi anni si stanno verificando nel nostro Paese,indebitato.

Una proposta : ECM obbligatorio per tutti i medici di MMG su BLSD e Comportarmenti utili e da evitare durante un’ emergenza sanitaria, materie queste che andrebbero potenziate nel corso di Laurea

Inserito da:

Giorgio Diaferia

Medico specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione,è direttore Sanitario del Centro di Medicina Preventiva e dello Sport del SUISM-Università di Torino. E' docente a contratto in Medicina dello Sport Università di Torino. Dirige lo Stabilimento di Cure Fisiche del CMP e dello Sport del SUISM-UniTo E' medico di medicina generale e giornalista pubblicista.

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