Anna Karenina, emancipazione e limiti di un personaggio

Anna Karenina, emancipazione e limiti di un personaggio

Share

Federica Carla Crovella

Nel 1878 Lev Tolstoj ci ha regalato “Anna Karenina”, grande classico della letteratura russa.

La protagonista del romanzo è forse tra i personaggi letterari che più hanno fatto discutere, ma è anche stata oggetto di amore e ammirazione.

È una donna dell’alta borghesia sposata con l’alto funzionario Aleksèj Aleksàndrovič Karenin, ma il sentimento che nutre nei confronti del coniuge è ben lontano dall’amore. A Mosca incontra l’uomo che le sconvolge la vita, l’ufficiale Vrònskij, ed ecco che la storia d’amore tra i due diventa il filo conduttore del romanzo.

Nonostante in un primo momento la donna cerchi di soffocare ciò che prova per l’uomo, tra i due comincia una relazione clandestina. Il loro amore è minacciato dall’ufficiale Karenin, che ricatta la moglie usando il figlio. Nonostante questo, la protagonista non rinuncia all’amore (e all’indipendenza!) e sceglie di partire con l’amante.

Tuttavia, in quanto adultera è sempre più emarginata e col tempo comincia a rimpiangere la vita nell’alta società. Anche l’amore dell’amato si affievolisce e la donna cade in uno stato di malessere tale che il romanzo va verso la più estrema delle conclusioni.

La scelta coraggiosa dell’autore

Nel romanzo si percepiscono due spinte opposte: la prima rispecchia la società dell’epoca, che alle donne ribelli toglie qualsiasi possibilità di emancipazione, l’altra è incarnata dalla protagonista, che “emana” aria di rivoluzione e mette in atto un cambiamento radicale dei costumi.

Siamo nella seconda metà dell’Ottocento e l’operazione fatta dall’autore è decisamente coraggiosa e non facile per l’epoca in cui scrive. Inserisce la sua protagonista in una società per cui la famiglia e il matrimonio sono intoccabili, ma ancora di più sono da salvare le apparenze e le consuetudini. Ma Anna Karenina non è esattamente “figlia del suo tempo”: è una donna dotata di un’intelligenza, un modo di sentire e un’intraprendenza tali da poter prendere in mano la propria vita e abbandonare un’esistenza che le sta stretta, evadere e ribellarsi alle convenzioni e ai ruoli prestabiliti.

Non solo nella costruzione del personaggio, ma anche nella scelta di certi temi Tolstoj dimostra un certo coraggio: non era scontato all’epoca, né nella vita e né in letteratura, parlare esplicitamente di abbandono del tetto coniugale e rinuncia – da parte di una donna- al proprio ruolo nella famiglia. Soprattutto l’abdicazione dal ruolo di madre stona con i principi dell’epoca, ma forse è proprio questa scelta che fa di lei un personaggio anticonformista, che sceglie di non difendere valori tradizionali.

Per certi versi, con la sua protagonista e con i temi che tocca nel romanzo l’autore diventa precursore (almeno in parte) del femminismo che si farà strada nel corso degli anni, non solo in letteratura.

Un ritratto della protagonista

Probabilmente, ciò che rende Anna Karenina una donna emancipata non è solo quello che oggi chiamiamo anticonformismo, ma soprattutto la consapevolezza che sta dietro la sua netta presa di posizione, la cognizione con cui fa la sua scelta. Il personaggio infatti decide da che parte stare, nonostante sappia che questo abbia delle conseguenze tutt’altro che facili.

La sua caratteristica principale sembra il rifiuto di nascondere le sue passioni sotto lo strato di menzogna che la classe sociale imponeva. L’amore sicuramente entra in gioco nelle sue scelte, ma forse non è il tratto distintivo della protagonista. Rompere gli equilibri della famiglia tradizionale e andare contro i dettami della società, e non, quindi, avere un amante di nascosto e in silenzio, si può leggere come espressione della propria personalità, rivendicazione dei propri sentimenti e bisogni, dimostrazione del controllo del proprio corpo.

La volontà iniziale di sottrarsi all’amore extraconiugale si può interpretare come tentativo di rispettare i suoi doveri di moglie e madre, ma questo significherebbe per lei stare dentro un destino già scritto da altri, e a lei questo proprio non si addice. Infatti, per amore, ma non solo, va al di là della propria morale, fino alla fine resta un personaggio rivoluzionario, che non cede alle regole imposte dalla società del tempo, che mai avrebbe ammesso adulterio.

Anche quando il suo amore tormentato finisce, Anna Karenina si rifiuta di tornare a una vita che odia, in cui non potrebbe esprimersi, e sceglie l’unica via che le sembra percorribile; addirittura la negazione di sé con la morte.

Tolstoj precursore del femminismo

Tolstoj può considerarsi precursore del femminismo, infatti anticipa l’emancipazione della figura femminile che si concretizzerà più avanti, ma inevitabilmente incontra dei limiti. La sua protagonista riesce in parte ad affrancarsi dalle convenzioni sociali, ma nel farlo diventa dipendente dell’amante e “preda” del terrore di perderlo, tanto da cadere in quella che oggi chiameremmo depressione e uccidersi. Anna Karenina è un caso eccezionale per quel periodo, ma a mio avviso si rivela un personaggio autonomo solo in parte, proprio a causa di questa dipendenza che contribuisce a portarla alla rovina. Sganciarsi dalle regole imposte dalla società è fondamentale, ma sarà altrettanto essenziale per le femministe liberarsi dalla dipendenza dall’uomo. Lasciamo il giudizio ai lettori.

Tuttavia, il finale del romanzo si potrebbe anche motivare in un altro modo. L’epilogo della protagonista potrebbe essere una “punizione” inflitta dall’autore stesso al suo personaggio, per non essere stata una madre amorevole e, anzi, aver rinnegato il proprio ruolo. Ma perché punirla? Non credo per una questione morale, ma forse “personale”. È curioso notare come, probabilmente, nella protagonista sia rintracciabile anche un elemento in parte autobiografico. Forse non tutti sanno che l’autore restò orfano di madre in tenera età. Il figlio viene abbandonato dalla madre e quando la protagonista tornerà per tentare di portarlo con sé, scoprirà che al bimbo era stata annunciata la morte della mamma.

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo di posta elettronica non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono segnalati con *