COVID-19, cresce il malessere degli italiani. A  breve la Fase2

COVID-19, cresce il malessere degli italiani. A breve la Fase2

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Noemi Rapello

Manca ormai poco alla tanto agognata fase 2 da parte di tutti gli Italiani, i quali hanno vissuto questi mesi costellati d’incertezze di certo non in modo tranquillo.

Un indagine statistica dell’istituto Piepoli riguardante il vivere una vita in quarantena ha riportato dati inerenti alle limitazioni che pesano di più ai cittadini. Al primo posto troviamo il non potersi relazionare con persone, al secondo posto il non poter far sport all’aperto seguito dal avere pochi spazi a disposizione. Fanalino di coda la convivenza forzata.

Si rileva un crescente aumento dei livelli di stress nella popolazione a causa del perdurare di questa condizione di isolamento sociale e caduta delle abitudini consolidate; arrivando a parlare di veri e propri effetti collaterali da COVID-19.

La cosa che spaventa di più e crea ansia è l’incertezza sul futuro, in questo periodo di lockdown molti hanno perso posizioni lavorative e tanti altri ritengono che la pandemia sia una minaccia per il proprio lavoro, i settori più a rischio sono quelli della ristorazione, vendita al dettaglio e turismo.

Gli italiani attanagliati dal sentimento di precarietà chiedono messaggi chiari sulle prospettive economiche e occupazionali di questo “dopoguerra” e di poter riaprire al più presto.

A partire da lunedì 4 maggio ci sarà un primo allentamento che permetterà spostamenti ma solamente all’interno della regione di appartenenza e il rientro a lavoro per alcuni; Conte tiene a precisare che “non è un liberi tutti”, ma anzi sarà indispensabile continuare l’osservanza delle norme ed essere sempre prudenti. Sicuramente la riapertura sarà fatta a piccoli passi tendendo presente la curva epidemiologica per cercare di evitare una risalita dei contagi.

Non è certo quanto tempo sarà necessario per tornare alla nostra vita pre lockdown, ma quel che è certo è che questi mesi rimarranno indelebili nella mente delle persone e ricominciare tutto “come se nulla fosse” sarà pressoché impossibile.

Inserito da:

Giorgio Diaferia

Medico specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione,è direttore Sanitario del Centro di Medicina Preventiva e dello Sport del SUISM-Università di Torino. E' docente a contratto in Medicina dello Sport Università di Torino. Dirige lo Stabilimento di Cure Fisiche del CMP e dello Sport del SUISM-UniTo E' medico di medicina generale e giornalista pubblicista.

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