Fase 2 : opportunità o disastro annunciato?

Fase 2 : opportunità o disastro annunciato?

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Partendo dal comunicato stampa fattoci pervenire dal Tavolo Sanità di Azione Torino, apriamo una finestra sulla situazione attuale e quella della prossima ed imminente Fase2.

L’emergenza Coronavirus pare non avere insegnato nulla alla Unità di Crisi del Piemonte. Stiamo per accedere, non senza qualche giustificata preoccupazione alla così detta FASE 2 ed ancora una volta dobbiamo constatare che i Medici di Medicina Generale (MMG) ed i Pediatri di Libera Scelta, sono sempre “dimenticati” dalla Sanità Nazionale e Regionale.

Servono i tamponi a tutti i MMG ed ai Pediatri di Libera Scelta (PLS) per essere certi della loro Negatività al Virus. L’ installazione di dispenser di soluzioni disinfettanti per l’ingresso in studio. Servono, ed in fretta, i test sierologici, che tuttavia non daranno un passaporto di totale immunità. Serve anche confrontarsi con i veterinari di Sanità Pubblica ( si tratta di una zoonosi).

Occorrono più guanti e mascherine e gel igienizzanti da mettere in studio per l’accesso dei pazienti a visita. Non parliamo di visiere, camici monouso o calzari, questo è oggi considerabile un lusso per i medici non dipendenti dalle ASL o ASO.

Nel frattempo riprendono le attività negli studi ai pazienti tutti, pur rimanendo il triage telefonico e si tornerà a fare visite al domicilio dei pazienti, con maggiore assiduità e non solo per le urgenze. E’ fondamentale il rispetto delle regole di sicurezza e su questo occorre insistere e controllare.

Un medico contagiato, che non sappia di esserlo, quanti altri contagiati può provocare? Le USCA dovrebbero andare presso i vari studi dei MMG e PLS ed effettuare 2 tamponi per la tranquillità dei sanitari e dei loro assistiti.

Se potevamo essere impreparati alla Fase 1 della Pandemia ( hanno smantellato i dipartimenti di Prevenzione) non è accettabile farsi trovare non pronti alla Fase2. Questa infezione ci ha modificato nei nostri modi di vivere, di lavorare di parlarci di studiare. Molte di queste nuove vie dovranno rimanere non perchè ci sarà ncora l’infezione ma perchè ci potranno permettere di risparmiare sugli spostamenti riducendo il consumo di combustibile, migliorando la qualità della nostra vita, riducendo lo stress e facendo calare gli inquinanti ambientali.

Il lockdown ha prodotto in soli 2 mesi una riduzione delle emissioni di CO2 che nell’anno saranno pari all’8% (il più importante calo dalla seconda guerra mondiale) ed in Italia del 17% avvicinandosi così ai livelli fissati al Cop 21 di Parigi Secondo studi recenti, poi, il lockdown ha diminuito del 37% i livelli di biossido di azoto e del 12% i livelli di PM10 in Europa. In Italia, in particolare, il calo è stato rispettivamente del 43% e 5%. Si tratta dell’effetto della riduzione dell’attività degli impianti a carbone, e della netta riduzione del consumo di petrolio.(Fonte Iconaclima)

Vogliamo buttare via tutto?

Inserito da:

Giorgio Diaferia

Medico specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione,è direttore Sanitario del Centro di Medicina Preventiva e dello Sport del SUISM-Università di Torino. E' docente a contratto in Medicina dello Sport Università di Torino. Dirige lo Stabilimento di Cure Fisiche del CMP e dello Sport del SUISM-UniTo E' medico di medicina generale e giornalista pubblicista.

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