Per il Covid-19 si ammala anche l’editoria. Come limitare i danni?

Per il Covid-19 si ammala anche l’editoria. Come limitare i danni?

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Federica Carla Crovella

L’emergenza coronavirus sta causando grossi danni anche alla filiera del libro. L’ultima rilevazione datata 30 marzo dell’Osservatorio dell’Associazione Italiana Editori sull’impatto del Covid-19 restituisce un quadro poco rassicurante.

Qualche dato

Gli editori ipotizzano che, su base annuale, la riorganizzazione dei piani editoriali per via dell’emergenza porterà alla pubblicazione di 23.200 titoli in meno. Questo significa una sensibile riduzione delle copie stampate, circa 49 milioni in meno.

Inoltre, sempre al 30 marzo, si nota un forte ricorso agli ammortizzatori sociali da parte degli editori: il 64% degli editori sta attuando o programmando la cassa integrazione. Poco più di una settimana fa era il 61%.

Anche i dati del mercato e delle librerie online e la grande distribuzione registrano un -75% nel valore delle vendite nelle scorse settimane.

«Questi dati parlano da soli. Da più parti si levano appelli per sostenere la cultura. Non è casuale, l’allarme è evidente» ha detto Ricardo Franco Levi, presidente dell’Associazione Italiana Editori. «Per questo chiediamo con forza al governo e al parlamento di intervenire: accendete un faro sul mondo del libro. Lo state perdendo».

Uno scenario difficile…

Con lo stop imposto dal governo gli editori sono stati privati del loro canale di vendita principale, ovvero le librerie. A sua volta, la rete fisica delle librerie, che aveva già difficoltà prima dell’emergenza coronavirus, sarà ulteriormente provata da questa crisi. Un ulteriore campanello d’allarme è la grave difficoltà delle librerie online, aggravata da questa continua situazione di stallo che non accenna a migliorare.

Sono anche stati annullati molti eventi a causa dell’emergenza, si pensi al Salone del libro di Torino; questo porterà indubbiamente a ulteriori danni al settore dell’editoria.

Non è servito l’appello lanciato per posticipare l’adozione delle nuove norme sulla legge del libro, approvate lo scorso 25 marzo. Bloccano le politiche sugli sconti da parte degli editori al 5% e prevedono altre misure per garantire e tutelare la varietà dell’offerta editoriale, che però rischiano di servire a poco a causa della crisi del mercato.

Quali azioni concrete possibili?

Al fine di dare un quadro della situazione puntuale e utile alle case editrici l’AIE ha attivato una “mappatura” per rilevare i danni economici subiti dalle singole aziende conseguentemente alle fiere annullate o posticipate e si sta verificando la possibilità di un sostegno economico istituzionale.

Inoltre, dall’inizio dell’emergenza ha avviato un Osservatorio, a cadenza settimanale, che monitora le difficoltà e gli sviluppi del settore e una newsletter quotidiana per informare gli editori su ogni decisione che possa incidere sul loro lavoro. L’obiettivo è affiancare le case editrici in questa fase di grande difficoltà.

Circa il 31% degli editori ha cambiato il proprio piano editoriale, riprogrammando le uscite previste per questo periodo. Qualcuno usa il “digital first”, che anticipa titoli in digitale, nell’attesa del cartaceo, che sarà in commercio con la riapertura delle librerie.

In questi giorni di quarantena librai, editori e scrittori si stanno appoggiando più che mai al web, per non perdere il contatto con i lettori e continuare, necessariamente, a promuovere i libri.

Si susseguono presentazioni di libri e autori in streaming, letture online e non manca di certo la possibilità di scaricare gratuitamente ebook e non solo. Nessuno può sapere se tutto questo sarà sufficiente per limitare i danni e ripartire.

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