“Bastava Chiedere” Il fumetto che parla del carico mentale delle donne

“Bastava Chiedere” Il fumetto che parla del carico mentale delle donne

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Federica Carla Crovella

È uscito in Italia lo scorso 20 febbraio Bastava Chiedere di Emma Clit, ingegnera e fumettista francese. Ha una copertina rosa acceso e un titolo che è una provocazione bella e buona.

Il carico mentale delle donne

Non ha una vera e propria trama, ma si può leggere come una sorta di guida alla quotidianità; o meglio, alle situazioni che ogni giorno le donne si trovano puntualmente ad affrontare da sole, salvo rari casi. Non un saggio, non un romanzo, ma un fumetto che racchiude tanti spaccati di vita quotidiana.

Il fil rouge del testo è il concetto di carico mentale; ovvero il processo per cui, sia nella coppia che nella gestione della famiglia e della casa le donne sono la colonna portante. Devono prima pianificare e poi portare a compimento; dalla cura dei figli alla lavatrice, passando ovviamente per la cucina, la spesa e innumerevoli altre mansioni.

Un retaggio culturale duro a morire

Perché, si chiede l’autrice, non si può pretendere che gli uomini si assumano delle responsabilità anche in quelle mansioni che sono considerate prettamente femminili, ma è necessario far loro un’esplicita richiesta d’aiuto?

È un retaggio culturale che ci portiamo dietro da secoli, e chissà se ce ne libereremo mai. Di certo non fino a quando ci sarà la stenua difesa di una tradizione, e quindi una mentalità, atavica e devota al patriarcato su cui si basa la nostra società. Non fino a quando si escluderà la possibilità di cambiare prospettiva. L’idea distorta, spesso ancora vigente, è proprio quella di partenza: ovvero che tutto ciò che gira attorno al lavoro di cura sia tipicamente femminile. Poi, questo si concretizza quando all’interno della coppia o/e della famiglia si comincia a ragionare sulla base di ruoli rigidi, che via via si consolidano e rendono sempre più difficile la parità di genere.

A pensarci bene, nei cassetti della propria memoria ciascuna donna quando ripensa ai giochi della propria infanzia ritrova l’immancabile mini cucina e l’asse con il ferro da stiro; perché l’attribuzione dei ruoli di genere comincia proprio nei primi anni di vita, quando ancora si è duttili e facilmente condizionabili. Viceversa, guai se un maschietto non gioca con cresce appassionato di motori.

Tanti temi e una chiave di lettura

Emma Clit

Il libro tocca tanti temi, tra cui la gravidanza e la gestione, anche da parte dell’uomo, di questa fase così delicata della vita di una donna. Ancora, il rapporto con i figli, che viene sentito, ma soprattutto vissuto, in modo diverso dall’uomo e dalla donna. Infatti, sottolinea la fumettista, a differenza delle donne gli uomini continuano a privilegiare gli impegni lavorativi e quelli di famiglia arrivano in seconda battuta. Capitolo dopo capitolo, passando da uno scorcio di quotidianità all’altro, la chiave di lettura resta la stessa: i pesi di cui ogni giorno le donne si caricano. Badate bene che non si tratta solo dei sacchi della spesa, ma dei ruoli che le vengono cuciti addosso e delle aspettative, spesso eccessive, che si ripongono su di loro in modo assolutamente gratuito e scontato. Tutto questo spesso viene fatto distrattamente, senza pensare, e nei casi peggiori senza nemmeno immaginare o preoccuparsi che il peso di questa “normalità” possa schiacciarle, togliere loro energie, fiato, voglia di vivere.

L’autrice sceglie l’immediatezza, l’accessibilità e la leggerezza delle vignette, la freschezza dei disegni puliti ma d’ effetto e riesce a trasmettere con un linguaggio colloquiale concetti carichi di valore, per raggiungere più persone possibili, senza distinzione di genere.

Un buon motivo per cui le donne e allo stesso modo gli uomini dovrebbero leggere questo fumetto? Ritrovarsi tra le pagine del libro, da una parte o dall’altra “della barricata” e osservare, quasi con un occhio esterno, la loro quotidianità, che spesso dall’interno non riconoscono. A volte le donne sono tanto assuefatte dalla realtà di tutti i giorni da non rendersi conto di vivere situazioni che ledono un po’ la loro libertà e la loro identità. Alcune poi, con questo libro potrebbero fare addirittura una vera e propria scoperta: aver contribuito inconsapevolmente ad appoggiare quell’ immagine della femminilità disegnatada una società prettamente patriarcale. Viceversa, gli uomini potrebbero decidere di cambiare direzione, vedendo chiaramente che la realtà raffigurata non è normalità, ma purtroppo è esattamente quella che vivono.

Emma Clit al TEDX di Lille aprile 2018

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