Dopo il lock down, la lenta ripartenza dei circoli ANCoS

Dopo il lock down, la lenta ripartenza dei circoli ANCoS

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Federica Carla Crovella

Futuro incerto, direttive scarse e poco chiare e grandi problemi di comunicazione. È un terzo settore completamente dimenticato quello che descrive il presidente di Ancos Torino, Renato Rolla.

In quanto ente sociale, l’associazione nazionale delle comunità sportive di Confartigianato opera su più fronti e oggi si trova a gestire un’emergenza che li colpisce tutti: dall’attività sportiva alle proposte ricreative volte a facilitare l’integrazione sociale di chi vive in condizioni di difficoltà.

Una normalità tutta da ricostruire

L’associazione è da sempre caratterizzata da un forte senso di comunità e, come ha detto il presidente, «questo spirito si mantiene, ma il tempo perso non si può più recuperare. Non ci sono segnali di ripresa sicuri: a mio avviso sarà difficile riprendere le normali attività in quest’anno, anche per la mancanza di fondi e costi altissimi, ma si riuscirà probabilmente nel corso del prossimo».

«Non è semplice fare una stima di quanto abbiano perso i Circoli», ha detto ancora, «ma per fortuna per noi la maggioranza delle attività si è svolta nella prima parte dell’anno».

Nel periodo di lockdown però Ancos non si è fermata mai del tutto, non ha abbandonato i suoi iscritti, ma ha svolto una costante e precisa attività informativa, monitorando i decreti emanati dal governo e illustrando gli sviluppi, anche se scarsi, del terzo settore.

La Fase 2 del Circolo non sarà semplice, la ripresa sarà molto graduale ma ci sarà, e certamente dovrà puntare sulla sua duplice natura sportiva e sociale.

Sport e ristorazione

Ancos non vive unicamente con il tesseramento dei soci, ma sono fondamentali le attività che offre quotidianamente, in particolare quelle legate a sport e la ristorazione.

Tra le attività sportive è centrale quella delle bocce, ma hanno un ruolo importante anche la danza, il tennis, il nuoto. Per queste attività dovrebbe essere previsto un fondo di garanzia, ma le certezze sembrano poche su tutti i fronti. Ad oggi, per esempio, non si sa neppure con sicurezza quando riapriranno le bocciofile, si resta in attesa del decreto, anche se da alcune voci una data possibile sembra essere il 18 maggio.

Servirà cautela nella ripresa, perché la bocciofila non è solo un luogo adibito allo sport, che per di più è di squadra e quindi da riorganizzare in tutti i suoi aspetti, a partire dagli allenamenti, ma è diventato anche un punto d’incontro e aggregazione per tante persone, giovani e meno giovani. Quindi si dovrà gestire questa natura duplice nel rispetto delle norme di sicurezza e distanziamento sociale.

L’attività di ristorazione è complementare a quella sportiva, non è la principale, ma anche su questo fronte la ripartenza ci sarà e dovrà essere riorganizzata. I Circoli, infatti, operano in quanto affiliati a un ente, ma non sono strutturati come dei ristoranti, quindi l’attività non potrà essere gestita allo stesso modo.

Ci sono tante incertezze, ma anche tanta voglia di ricominciare. Infatti, il Presidente di Ancos si sta muovendo per dotare la struttura dei mezzi di protezione necessari, come gel e mascherine, nell’attesa di veder gradualmente rinascere nel “suo piccolo universo” lo spirito di condivisione e unione che lo caratterizza.

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