Scuole di danza, se ne riparla il 25 maggio

Scuole di danza, se ne riparla il 25 maggio

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Ginevra D’Angelo

Chi vedeva nel 18 maggio un faro di speranza per la riapertura di palestre, centri di danza e centri sportivi dovrà rivedere le sue aspettative.

Il ministro per le Politiche giovanili e lo Sport, Vincenzo Spadafora, ipotizza una riapertura non prima del 25 maggio.

Ovviamente chi viene penalizzato di più in questo prolungato “lockdown” sono i piccoli centri sportivi, che ormai da mesi non sono in attività. (Ne abbiamo parlato QUI)

A questo proposito, abbiamo avuto modo di parlare con le direttrici dell’associazione sportiva dilettantistica Iridance sport, un centro di danza sportiva che divide le sue occupazioni tra la sua sede di Moncalieri e i progetti per le scuole, di come hanno vissuto lo stop delle attività e dei loro piani per il futuro.

Elisabetta Condoleo ed Erica Pranzo ci raccontano delle sostanziose perdite economiche dovute a questo periodo, contando che la maggior parte degli introiti mensili provenivano dai corsi di danza esterni proposti nelle scuole di Torino, le prime a chiudere per la pandemia.

Ma la voglia di ripartire è tanta e l’associazione si è già adoperata con un sistema di video lezioni online che permettono ai loro allievi di continuare a studiare e condividere la loro passione.

Le regole della riapertura

Ormai quasi fantasticando, visto il prolungamento del lockdown, spiegano le strategie che dovranno mettere in atto per una riapertura consapevole e sicura.

Per quanto riguarda il distanziamento verrà fatto mantenere con segnalazioni adesive sul pavimento e, visto il grande numero di iscritti, si provvederà ad uno sdoppiamento dei corsi per evitare assembramenti, con un corrispettivo aumento delle ore di lezione e degli stipendi degli istruttori.

La sanificazione sarà garantita all’inizio e alla fine delle lezioni e attestata dal personale, ogni ora di attività sarà seguita da un quarto d’ora di aerazione.

Gli spogliatoi saranno off-limits per tutti e vigerà l’obbligo di mascherine, guanti e dispenser di disinfettante, messi a disposizione dalla direzione.

Le titolari pensano anche ad una parziale riapertura, a tempo pieno solo per gli allievi più grandi maggiormente consapevoli della situazione e disposti a seguire le regole, e ad un’alternanza tra lezioni in presenza e virtuali per i più piccoli.

Il pensiero di collaborazioni con insegnanti esterni alla scuola, da sempre una costante del mondo Iridance sport, è impensabile per la salvaguardia degli iscritti.

Progetti e dubbi

Le idee sono tante, ma quello che spaventa sono le innumerevoli spese e la potenziale perdita di iscritti dovuta ai cambi orario o ad un parziale aumento della quota mensile.

In merito ai progetti esterni per le scuole di Torino è ancora tutto un punto interrogativo, bisognerà aspettare la riorganizzazione di quest’ultime per capire il da farsi.

Ci sono tanti dubbi per il futuro, la cosa certa è che Iridance sport sta affrontando questa prova a testa alta e si dice pronto a ripartire, cosciente che il ritorno alla normalità sarà un percorso tortuoso e ricco di ostacoli.

Robert Altman sosteneva che «i ballerini possono realizzare l’impossibile e tutti vorremmo essere come loro» e in questi tempi, forse, quello che ci serve di più è la speranza per il futuro, la speranza di rendere quello che credevamo impossibile possibile.

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