Verso il Festival dello Sviluppo Sostenibile: come uscire dalla crisi?

Verso il Festival dello Sviluppo Sostenibile: come uscire dalla crisi?

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Federica Carla Crovella

In previsione della nuova edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile si cede il passo al web. L’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) ha organizzato tre incontri in streaming per ragionare su una ripartenza più attenta all’ambiente e sollecitare il dibattito sugli obiettivi dall’Agenda 2030. L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con i partner del Festival 2020 e con il supporto dei media partner Ansa e Rai.

A causa dell’emergenza coronavirus il Festival è stato posticipato e avrà luogo dal 22 settembre all’8 ottobre, ma è un appuntamento a cui bisogna arrivare preparati. Lo scorso 21 maggio si è tenuto il primo dei tre incontri online, dal titolo “Orientare le scelte, disegnare il futuro”. La diretta si può rivedere sulla pagina Facebook di ASviS.

Guardare al futuro insieme e in modo sostenibile

«Abbiamo una sfida di fronte a noi. Dobbiamo fare ogni sforzo per guardare lontano. Occorre una sostanziale discontinuità attraverso investimenti pubblici e privati, un percorso partecipato in linea con i 17 Obiettivi dell’Agenda 2030», ha esordito Pierluigi Stefanini, presidente dell’ASviS.

Si sono susseguiti tanti interventi, tutti accomunati dallo stesso obiettivo: tracciare i contorni del futuro che verrà dopo l’emergenza, proponendo, a nome di tanti enti, varie soluzioni possibili. Anche il punto di partenza è stato lo stesso, ovvero: che cosa abbiamo imparato dalla pandemia?

Il problema è stato osservato da tanti punti di vista, ma le conclusioni sembrano un po’ le stesse. Non dovremo ripartire come prima, ma meglio di prima; più strutturati davanti alle crisi e consapevoli dei nostri punti deboli. L’emergenza, infatti, ha portato a galla tanti limiti del nostro sistema.

Le parole chiave sembrano essere sostenibilità e senso di comunità, perché non si può affrontare il domani senza fare attenzione al nostro pianeta e senza fare fronte comune. Ecco le lezioni che dovremmo aver imparato da quest’emergenza.  

Tante voci per lo stesso obiettivo

«Servono progetti che sviluppino un’economia del futuro», ha detto Frans Timmermans, vice-presidente esecutivo della Commissione europea.  Questa crisi ha mostrato quanto gli obiettivi dell’Agenda 2030 siano adesso una scelta obbligata e ha sottolineato che «se cade un paese, cadiamo tutti», facendo capire che ad essere a rischio è l’Unione europea stessa. Saranno essenziali interventi massici nei settori dell’agricoltura, della mobilità e della costruzione, sempre in un’ottica più sostenibile.

Sull’urgenza di agire insieme ha messo l’accento anche Elena Bonetti, ministra per le pari opportunità. Non si potrà affrontare questa crisi, né eventuali altre, se si continuerà a pensare l’umanità come divisa in categorie, senza valorizzare il ruolo che ciascuno di noi ha all’interno della comunità. Inoltre, bisognerà guardare i cittadini non solo come lavoratori, ma prima di tutto come individui. «Servono scelte che ci proiettino nel futuro», ha detto, e nonostante il domani sia un’incognita, ha esortato ad alimentarlo di speranze e non di paure.

«Lo sviluppo si fa con il capitale umano», ha detto Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione con il Sud; in particolare ha sottolineato che sarà fondamentale costruire modelli di gestione che coinvolgano di più la comunità, in particolare nel settore sanitario e in quello scolastico. «La ripartenza dovrà essere prima sociale e poi economica», ha concluso.

Claudia Fiaschi, portavoce del Forum Nazionale del terzo settore si è soffermata sulle lezioni date dalla pandemia. In primis, le comunità autosufficienti sono un mito e bisogna operare insieme, poi ha fatto capire come l’economia non sia il primo e principale bene comune e ha anche messo in luce quanto siano importanti le nuove generazioni, che in questo periodo hanno incrementato l’uso delle tecnologie.

Arriva FUTURA network

https://futuranetwork.eu/

Nel corso della diretta è anche stata presentata “FUTURA network”, una piattaforma creata dall’ASviS dedicata alla riflessione e al dibattito sui futuri possibili nonostante la crisi, a partire da temi attuali.

Tra gli altri interventi ci sono stati anche quello del sindaco di Milano Beppe Sala, che ha parlato di «obbligo di cambiamento» più che di opportunità, e di Michela Spina di Fridays for Future, che ha individuato in una giustizia sociale e climatica la soluzione univoca per uscire dalla crisi.

A trarre le conclusioni è stato Enrico Giovannini: secondo il portavoce di ASviS la parola chiave è rigenerazione, non solo dal punto di vista ambientale, ma prima di tutto nelle idee, anche alla luce di tutte le fragilità del sistema e delle persone che lo compongono.

I prossimi appuntamenti saranno trasmessi in streaming sul sito di ASviS e sulla sua pagina Facebook. Il primo sarà il 28 maggio alle 15:30 e si soffermerà sull’urgenza di un percorso di trasformazione verso la sostenibilità economica, sociale e ambientale. Il successivo è previsto per il 4 giugno alla stessa orae tratterà le interazioni tra gli ambienti naturali e quelli antropizzati e le rispettive fragilità.




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