Come i social possono stare dalla parte delle donne

Come i social possono stare dalla parte delle donne

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Federica Carla Crovella

Per una donna che subisce violenza è fondamentale gridare che i soprusi esistono, senza sentirsi abbandonata, ma nel contempo mantenendo l’anonimato. Il progetto torinese, Break The Silence, offre proprio questo. Nasce da quattro studentesse, che alle ennesime molestie verbali subìte virtualmente e di persona hanno deciso di dire basta. 

Hanno aperto le pagine social di Facebook e Instagram per rompere il silenzio. Questo è il primo passo per mostrare che le violenze esistono e sono una piaga della nostra società, anche se non si concretizzano sempre e solo in violenza fisica.

L’idea di questo progetto è partita da Mariachiara Cataldo, 23 anni, studentessa di Economia e Management, che ha coinvolto tre amiche sensibili al tema tutela delle donne vittime di molestie: Francesca Valentina Penotti, compagna di studi di Mariachiara, Giulia Ghinigò, sua ex collega di lavoro, e l’amica Francesca Sapey.

L’iniziativa sta raccogliendo tante testimonianze; la maggioranza arriva dalle donne, accomunate da un forte senso di disagio e umiliazione, ma anche dalla voglia di farsi sentire. Il progetto non solo dà voce alle donne, ma mostra anche come spesso la violenza esista indipendentemente dal genere.

È sorprendentemente positiva anche la risposta maschile all’iniziativa; molti ragazzi e uomini, infatti, la supportano e la condividono e questo dà speranza, perché significa che in molti c’è consapevolezza di quanto sia diffuso e grave il fenomeno.

Oltre a crescere e allargarsi anche fuori dal Piemonte, il progetto ha come obiettivo creare una rete che aiuti a dare voce alla violenza. Per farlo si avvalgono degli aiuti di organi collegiali, come la Giunta Regionale, e della competenza di esperti del settore, come sociologi e avvocati. Infatti, Break The Silence propone anche i weekend tematici, in cui si alternano video-testimonianze e interventi di professionisti.

Con il progetto le ragazze sperano anche di arrivare a scuole e università, perché è necessario educare fin da subito i bambini al rispetto della diversità di genere e al contrasto della violenza.

Abbiamo intervistato Mariachiara Cataldo, che a nome di tutto il gruppo ha risposto a qualche nostra curiosità sul progetto e ci ha aiutati a capire come i social possano contrastare la violenza.

Ascolta l’intervista

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