Luci a San Siro non ne accenderanno più (forse)

Luci a San Siro non ne accenderanno più (forse)

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Carlotta Viara |

L’iconico stadio Meazza di Milano, meglio noto come San Siro (dal quartiere in cui si trova), potrebbe essere riconvertito in un monumento a cielo aperto di commemorazione alle vittime del coronavirus.

L’ipotesi – controversa – è che il tempio del football lombardo venga a breve dismesso quale impianto sportivo, stante la sua veneranda età e la conseguente intenzione – opinabile – di costruire altrove una nuova struttura ad hoc (in coabitazione tra club nerazzurro e club rossonero) più al passo con i tempi, per ospitare allenamenti e partite di Inter e Milan, in vista delle Olimpiadi invernali 2026.

Di qui l’idea, nell’eventualità dell’abbattimento, di trasformare la “Scala del calcio”,  classe 1926, in una sorta di polmone verde, all’insegna del totally green.

Il progetto, al vaglio dell’amministrazione del capoluogo regionale, è a firma di un noto studio che opera nel settore delle strategie per l’architettura sostenibile.

In campo: percorsi naturalistici tra verzura e giochi d’acqua; sugli storici spalti: 35mila cipressi.

Una proposta dai connotati fortemente simbolici: 35mila i decessi in Italia a causa del Covid-19, con Milano quale uno degli epicentri della pandemia.

Lo stadio più capiente d’Italia (quasi 80mila posti), uno dei più emblematici al mondo (come da classifica dell’autorevole The Times) e tra i più identificativi della città sarebbe così candidato a diventare quello che per gli USA è il 9/11 NY Memorial o per il Giappone l’Hiroshima Peace Memorial.

Da santuario del pallone a santuario del ricordo.

L’opzione “colpo di ruspa”, caldeggiata dalle società calcistiche locali, è invece veementemente osteggiata da larga parte dei consiglieri comunali e della cittadinanza: è stato allo scopo fondato un comitato, pronto ad indire un referendum sulle sorti di questo vera e propria “istituzione” che travalica i confini regionali.

Dovesse soccombere la tifoseria degli inguaribili nostalgici, strenui difensori della tradizione “romantica”, la speranza consolatoria è che prevalga, nella ridestinazione urbanistico-ambientale, la corrente della riqualificazione ecologica.

Luci (al led) a San Siro non ne accenderanno più, ma, almeno, con la ritrovata purezza dell’aria grazie all’ossigeno in circolo, torneranno – incantevoli – le lucciole ad illuminare le belle sere che profumano d’estate.

Inserito da:

Giorgio Diaferia

Medico specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione,è direttore Sanitario del Centro di Medicina Preventiva e dello Sport del SUISM-Università di Torino. E' docente a contratto in Medicina dello Sport Università di Torino. Dirige lo Stabilimento di Cure Fisiche del CMP e dello Sport del SUISM-UniTo E' medico di medicina generale e giornalista pubblicista.

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