Torino in bicicletta con Bike Pride

Torino in bicicletta con Bike Pride

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Federica Carla Crovella

La bicicletta sta diventando sempre di più un mezzo di trasporto e non solo un passatempo divertente e salutare.

A Torino c’è un’associazione che promuove la cultura della bicicletta e lo sviluppo della mobilità sostenibile (mobilità attiva, trasporto pubblico, sostenibilità ambientale e sicurezza stradale), sensibilizzando interlocutori istituzionali, imprese e cittadini. 

Si chiama Bike Pride e fa parte di Fiab, la federazione italiana ambiente e bicicletta e di Ecf, European Cyclists’ Federation (qui la sua storia).

L’associazione guarda alla bicicletta come a un mezzo di trasporto efficiente e salutare per la collettività, ma la vede anche come strumento di aggregazione e di “community” per scoprire luoghi nuovi, ci ha raccontato la presidente Elisa Gallo.

Per una mobilità più sostenibile

Abbiamo chiesto a Elisa di raccontarci qualcosa di più su due progetti recenti: il primo è “Towndem”, nato dall’idea di Valentina Marsaglia, Francesca Tabasso e Marco Cimberle, «che ha trasformato la frustrazione e la fatica del pedalare in strade cittadine ancora troppo intasate di automobili in un’opportunità di condivisione e cambiamento».

È un progetto che accompagna chi vorrebbe usare la bicicletta in città ma non sa da dove cominciare, il cui nome nasce dal gioco di parole “town”, città, e “tandem”, il mezzo per eccellenza della condivisione della pedalata. L’idea alla base è condividere la propria personale esperienza da ciclisti urbani «per aiutare le persone a individuare il percorso più adatto per raggiungere il luogo di lavoro, l’università o i posti frequentati abitualmente, a scegliere la bicicletta per lui/lei più funzionale e l’abbigliamento più opportuno in base alle varie stagioni.

L’obiettivo è portare sempre più persone a scegliere la bicicletta, perché fa bene a chi pedala e a chi respira l’aria della nostra città, che ricordiamo essere tra le più inquinate d’Europa, e nonostante ancora in tanti non ci credano, è anche più veloce».

Non solo un divertimento

La seconda iniziativa, che ha preso vita da poco, è Torino in bicicletta; una mini-guida, nata da un lungo post, che poi ha preso dimensioni più ampie. Questo strumento è destinato a chi vuole cominciare ad adottare la bicicletta come mezzo di trasporto nella quotidianità.

Non vuole essere una guida esaustiva, ma rispondere a chi chiede come attrezzarsi per raggiungere in bicicletta il posto di lavoro, oppure accompagnare i figli a scuola e a chi cerca indicazioni su dove comprarla e farla aggiustare a Torino. In poche pagine spiega anche come scegliere una bicicletta, dedica una sezione a bonus bici e assicurazioni e offre una mappa delle zone di Torino percorribili in bicicletta. «Ha avuto molti riscontri positivi e anche sui social è stata molto condivisa», ha riconosciuto Elisa.

Da sempre Torino ama la bicicletta e cerca di tutelare chi utilizza questo mezzo, che sia per divertimento o come mezzo di trasporto «È difficile dire quante persone usano la bicicletta a Torino come mezzo di trasporto», ha ammesso la presidente di Bike Pride, «secondo i dati Istat, solo gli spostamenti casa – lavoro fatti in bicicletta sono il 4%.

Un numero ancora basso, ma che speriamo aumenti, visto che Torino è una città perfetta per muoversi in bicicletta». Infatti, uno degli obiettivi dell’associazione è contribuire a rendere sempre più “bike friendly” la nostra città, rivendicando il diritto di chi sceglie di usare la bicicletta per i propri spostamenti quotidiani di farlo in sicurezza e in libertà. 

Come rendere la città “Bike friendly”?

Ci siamo chiesti, e abbiamo chiesto a Elisa, quanto Torino sia davvero una città “a prova di bicicletta”.

Ecco che cosa ci ha risposto:

«Torino ha del potenziale per diventare davvero la “capitale delle biciclette”: è pianeggiante, è di dimensioni contenute, ha un clima tutto sommato ideale per molti mesi l’anno, anche se per esempio io pedalo 12 mesi l’anno, con il giusto equipaggiamento si può pedalare anche con il freddo e con la pioggia (che ha il suo lato divertente). Per ora, pedalare in alcune zone di Torino è ancora difficile, mancano infrastrutture e si corre ancora molto veloce in auto, mettendo a rischio gli altri utenti della strada. E le strade percepite come poco sicure sono il primo ostacolo a scegliere la bicicletta per i propri spostamenti. Scegliere la bicicletta sarebbe già conveniente per la gran parte delle persone. Basti pensare che gli spostamenti medi per andare a lavoro sono di circa 3km e questi il 40% sono fatti in auto, quindi una scelta non conveniente considerando che 3km in bicicletta sono circa 15 minuti e dai dati emerge che una parte di chi usa l’auto lo fa per ancora meno, per tragitti che potrebbero essere percorsi in 20 minuti a piedi».

Ecco come Bike Pride cerca di favorire l’uso delle biciclette:

«Per rendere Torino più “Bike friendly” serve ridurre notevolmente il numero delle auto sulle strade, disincentivarne l’uso, con politiche chiare, e ridare valore e dignità e chi si muove a piedi e in bici, perché ricordiamolo, chi si muove in bici non fa bene solo a se stesso, in termini di tempo, soldi risparmiati e benessere psico fisico, ma anche alla collettività. Più bici, vuol dire meno auto in strada, bus e tram più veloci, costi sanitari in meno. L’impegno della nostra associazione è fare comunicazione in questo senso, informare i cittadini e le amministrazioni con proposte e richieste. La Consulta della mobilità ciclistica e della moderazione del traffico, di cui Bike Pride fa parte, insieme ad altre 15 associazioni, sta lavorando molto con proposte per la mobilità della città. Tra queste i controviali a priorità ciclabile che sono in fase di realizzazione e la nostra associazione insieme alle altre chiede da oltre un anno, non solo in fase post covid».

Secondo l’associazione servirebbero anche altri accorgimenti: «c’è bisogno di infrastrutture. Non bastano le parole. Per fare alcuni esempi: ciclabili su vie ad alto scorrimento, controviali che diventano zone30 e condivise con priorità per chi è in bici e a piedi e il transito ridotto per chi è in auto a bassa velocità e solo per i residenti, per posteggiare o svoltare a destra, pedonalizzare le vie davanti alle scuole». 

Non è questione quindi di sostenere chi decide di usare la bicicletta, dicono dall’associazione, ma di avere chiara una visione di città e la lungimiranza di comprendere e tradurre in politiche che una città costruita per le persone è una città in cui il benessere è della collettività, del commercio locale e di prossimità, dei bambini che possono tornare a giocare in strada. 

«La bicicletta non sarà per tutti, ma per molti sì. Sostenere la possibilità di effettuare gli spostamenti in sicurezza a piedi, in bici, con e-bike e in monopattino significa lavorare a beneficio della collettività».

Torino in bicicletta è scaricabile qui.

Chi volesse sostenere l’impegno di Bike Pride può consultare il seguente link http://bikepride.net/bikepride-tesseramento/

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