Il Covid non va in vacanza

Il Covid non va in vacanza

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Ginevra D’Angelo

Il Covid-19 non prende ferie, diventa obbligatorio il tampone per i vacanzieri che si sono goduti il sole di Spagna, Grecia, Croazia e Malta.

Gli italiani saranno pure andati in vacanza, ma il Coronavirus no; nelle ultime settimane si è verificato un nuovo contagio, sembrerebbe che l’aumento dei casi sia direttamente correlato al rientro dai luoghi di villeggiatura fuori dall’Italia.

L’ordinanza del 12 Agosto

Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di sanità, ha affermato che «il 25-40% dei casi sono stati importati da concittadini tornati da viaggi o da stranieri residenti in Italia».

Le regioni preoccupate si danno subito da fare imponendo in autonomia restrizioni ai vacanzieri di ritorno dall’estero.

Dopo una serie di pressioni la voce di Piemonte, Emilia Romagna, Puglia, Campania e Sicilia viene ascoltata, Roberto Speranza, ministro della Salute, il 12 Agosto firma un’ordinanza speciale per gli Italiani di ritorno da soggiorni in Spagna, Grecia, Croazia e Malta.

La disposizione impone il tampone obbligatorio e l’isolamento di 14 giorni, secondo una stima della Fiavet, Federazione italiana associazioni imprese viaggi e turismo, sono circa 10mila gli italiani che dovranno sottoposti al test anti-Covid.

Come risponde il Piemonte ai nuovi contagi

Per i piemontesi l’ordinanza prevede, al rientro dai paesi in questione, l’obbligo di un test molecolare da effettuare prima della partenza, in modo da poterlo esibire al proprio arrivo, oppure una segnalazione all’Asl del proprio territorio per sottoporsi al tampone entro le 48 ore dal rientro. In caso si dovessero riscontrare sintomi del virus risulta obbligatoria la segnalazione di tale situazione alle autorità sanitaria e sottoporsi ad isolamento.

Alberto Cirio, presidente della RegionePiemonte, esorta i suoi corregionali «impegniamoci tutti per non vanificare gli sforzi fatti finora e continuare sulla via della ripresa».

Italia e controlli anti-Covid

Per i controlli anti-Covid l’Italia non è unitaria e le regioni intervengono in ordine sparso.

Al fine di rispettare l’ordinanza gli aeroporti hanno organizzato dei controlli all’arrivo, a Roma Fiumicino, Venezia, Verona, Pescara e Perugia sono attivi già da domenica 16 con risultati in arrivo in 24 ore.

A Bologna e in Sicilia sono state individuate le zone per attuare i controlli, mentre in Puglia le ore entro cui sottoporsi a tampone da 48 passano a 72.

In Lombardia come in Piemonte vige l’obbligo di mettersi in contatto con la Asl e l’Agenzia di tutela della salute di riferimento e segnalare l’avvenuto rientro in Italia. 

Altra via adottata, a Bergamo, è quella del sistema «drive through» negli ospedali e negli altri spazi allestiti.

La nostra lotta contro il corona virus non è ancora finita e come sostiene il ministro Speranza «dobbiamo continuare sulla linea della prudenza per difendere i risultati raggiunti negli ultimi mesi con il sacrifico di tutti».

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